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La macchina dei debiti
Iren, quello che
i sindaci non dicono

Giuseppe Manzotti

C’è qualcosa che non torna nella lettera dai tratti apologetici firmata dai sindaci capidistretto della Provincia in risposta all’appello di diciotto tra imprenditori, docenti e professionisti che chiedono il cambio dei vertici Iren alla luce della situazione finanziaria dell’azienda e delle performance del titolo in Borsa. Se le ragioni della difesa d’ufficio sono comprensibili, non si può non rilevare l’omissione di alcuni particolari non trascurabili. Scrivono i sindaci: “E’ vero che il titolo Iren ha ampiamente ceduto terreno rispetto agli originali valori di quotazione, ma risulta estremamente difficile, se non impossibile, individuare titoli quotati alla Borsa di Milano che non registrino sostanziose riduzioni di valore rispetto al 2008. E’ questo il frutto della violenza e profondità della crisi che si è abbattuta sul nostro paese, e non solo, e sulla quale è superfluo spendere ulteriori parole”.

Sì, la crisi ha colpito tutti, però c’è chi ha fatto peggio di altri. In un anno il titolo Iren ha lasciato sul terreno il 46,3% e nelle ultime 10 sedute si è piazzato tra i 5 peggiori in assoluto, facendo registrare un ribasso del  -8.33 %.

Scrivono ancora i sindaci: “Sin dalla sua quotazione Enìa, e successivamente Iren, hanno garantito un dividendo in costante crescita assicurando ai propri azionisti, sia pubblici che privati, un rendimento del capitale investito che ha sistematicamente posizionato Iren al primo o secondo posto nella graduatoria delle multiutility italiane in termini di rendimento”.

Hanno garantito, appunto. Il tempo verbale è correttamente coniugato al passato prossimo perché dal bilancio di previsione 2012 emerge che quest’anno i dividendi per il Comune di Reggio Emilia saranno dimezzati rispetto al 2011: circa 4,4 milioni contro gli 8,7 milioni di euro dello scorso anno.

Proseguiamo nella lettura: “Non sfuggirà certo agli estensori dell’appello, così attenti all’interesse pubblico, che ciò ha significato per i Comuni, anche reggiani, di poter disporre di risorse indispensabili per effettuare interventi e investimenti a favore delle comunità locali. Siamo davvero sicuri che una società unicamente interessata al profitto avrebbe agito in questo modo, o forse la proprietà pubblica ha giocato qualche ruolo? Per quanto riguarda l’indebitamento si osserva che esso è assolutamente sostenibile in rapporto ai margini generati dalle attività del gruppo e assolutamente coerente con la dimensione e la durata degli investimenti richiesti da chi opera in questo settore”.

Certo, gli investimenti sono importanti. Peccato che il presidente Roberto Bazzano abbia praticamente fatto tabula rasa del piano industriale. Il fatto poi che l’indebitamento sia sostenibile in rapporto ai margini delle attività del gruppo è tutto da dimostrare. Allo stato i numeri dicono che l’azienda ha un indebitamento pari a 2,6 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti 225 milioni di debiti di Edipower (il colosso dell’energia acquisito da Iren insieme all’utility lombarda A2A) e  un teorico impegno finanziario di 164 milioni per chiudere la partita per il controllo della nuova società. Il debito complessivo si potrebbe quindi consolidare ad oltre 3 miliardi di euro. Inoltre, dai risultati rilasciati da Edison per il 2011 è emerso un impatto negativo sul mercato della produzione dell’energia nel nostro Paese. Nel dettaglio, è arrivata la conferma che il mercato italiano è stato caratterizzato lo scorso anno da un eccesso di produttività e che anche nel 2012 la situazione non dovrebbe variare. Non è un caso se gli analisti di Banca Akros in settimana hanno tagliato la valutazione del titolo. Dunque, è presto per dire se l’acquisizione di Edipower sia un affare.

Costruire un impianto di smaltimento o gestione rifiuti, ad esempio, implica investire decine di milioni di euro per 2 – 3 anni prima che questo entri in funzione e inizi a generare entrate. A questo riguardo gli azionisti pubblici reggiani seguono con molta attenzione la fase conclusiva, che peraltro avverrà entro l’anno, dei 3 principali progetti che il Gruppo Iren sta realizzando: il Termovalorizzatore di Parma, il Rigassificatore di Livorno e la Centrale di cogenerazione di Torino Nord. Impianti che hanno significato per IREN un impegno di 900 milioni di euro”.

E’ confortante che gli azionisti pubblici reggiani “seguano con attenzione” i progetti, date le cifre in gioco. A proposito di “fase conclusiva”, il rigassificatore di Livorno sarebbe dovuto entrare in funzione in questi giorni, invece non sarà pronto prima del 2013. Per completare l’opera Iren ha chiesto un prestito di 240 milioni di euro.

“Sul fronte degli investimenti – scrivono in conclusione i sindaci – è opportuno guardare in modo obiettivo anche a quelli effettuati dal Gruppo Iren in infrastrutture e servizi per il territorio: 536 milioni di euro nel 2010 e 454 milioni di euro nel 2009 per migliorare le reti e gli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, per l’efficienza delle reti gas, per la gestione e lo sviluppo del teleriscaldamento. Difficile considerarlo un dato di poco rilievo. Quante altre aziende producono una tale ricaduta di investimenti sul territorio?

Ribaltiamo la domanda: quante altre aziende producono una tale mole di debiti che inevitabilmente finiranno per pagare i cittadini?

Ultimi commenti

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    I Sindaci possono dire, dire, dire….. Agac era già la quarta/quinta azienda d’Italia del settore, era “nostra”, onorava il lavoro fatto dai padri con le mani e le artriti. Sono fra i firmatari dell’appello contestato dai Sindaci. Sottoscrissi le azioni Enia a 10,10 euro perchè credevo e volevo che restasse una azienda a partecipazione “democraticamente diffusa sul territorio”. A latere rilevo che Iren ha un board “machilista” (nessuna donna) e politicamente bipartisan, podromo della “grane coalizione”?. A latere rilevo la galassia delle partecipate, ovvero poltronificio……quante sono le poltrone? Tutto questo ed altro ancora l’ho detto e lo ripeterò all’Assemblea dei soci. Mi sentirò, a parte, fare poi i complimenti per l’intervento da quegli stessi Sindaci che sono “soddisfatti” dei dividendi dimezzati? Ovviamente, alla prossima assemblea, prima di entrare chiederò permesso perchè non entrerò più in “casa mia” essendo la sede di via Magellano in vendita. Avrò la triste consolazione di vedere schierati i noti Tutankamon: uno schiaffo alla saggezza dei Padri Costituenti che si diedero uno stipendio di 50.000 lire al mese quando allora l’operaio ne percepiva 20.000. Uno schiaffo ai Sindaci di un tempo che venivano pagati dal Partiii tanto quanto un operaio metalmeccanico specializzato. Mah, che mond! Fermo il mondo, forse, voglio scendere.

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    Caro Mario non mollare, un mondo diverso e’ possibile. Sarebbe sufficiente un po’ di coraggio in più da parte dei nostri amministratori. Troppa paura, troppo allinearsi per sopravvivere. Piccoli uomini.ma si può fare.

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    “A questo riguardo gli azionisti pubblici reggiani seguono con molta attenzione la fase conclusiva, che peraltro avverrà entro l’anno, dei 3 principali progetti che il Gruppo Iren sta realizzando: il Termovalorizzatore di Parma” […]

    Ottimo, un TERMOVALORIZZATORE! E via di diossina e di nanoparticelle!
    Non ho parole…