HomeAttualitàLa Digos inchioda Drammis: falsificò 31 schede elettorali

La Digos inchioda Drammis: falsificò 31 schede elettorali

Una bomba dietro l’altra. Ma non siamo in Siria. E sono deflagrazioni mediatiche. Dopo le notizie sui rapporti fra i sindaci di Brescello e Francesco Grande Aracri e la confisca dei beni dei Sarcone, oggi a squarciare l’aria è la notizia dell’avviso di garanzia recapitato dagli agenti della Questura a Pietro Drammis (foto), presidente del seggio n° 7 di Viale Montegrappa a Reggio Emilia, in occasione delle elezioni amministrative del 25 maggio.

Secondo la Digos, il presidente del seggio “è stato inconfutabilmente ritenuto l’autore materiale che scientemente, ricoprendo l’incarico di presidente della sezione elettorale n. 7, ha fraudolentemente alterato, durante le fasi dello spoglio, 31 schede elettorali del seggio da lui presieduto falsificando di proprio pugno i nomi in favore dei candidati, poi eletti, della lista del Partito Democratico Scarpino Salvatore e Rivetti Teresa“.

L’indagine della Questura di Reggio Emilia era stata avviata da un esposto di Maria Edera Spadoni, deputata del Movimento 5 Stelle, la quale aveva a sua volta raccolto la segnalazione dai rappresentanti di lista grillini che si erano accorti di una stranezza: parecchie schede ravvicinate recavano i nomi delle preferenze con la stessa calligrafia.

Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore Isabella Chiesi e condotte dalla Digos, hanno portato alla conclusione che il presidente del seggio 7 ha agito “senza alcuna complicità, durante le fasi di spoglio, celato dall’urna elettorale adagiata su un tavolo mentre tutti gli altri componenti dell’ufficio elettorale erano intenti nelle operazioni di spoglio“.

Alla luce dei fatti riscontrati, Drammis è stato oggi sottoposto a perquisizione locale “e gli è stata notificata – recita il comunicato stampa della Questura – informazione di garanzia essendo formalmente indagato (…) per aver alterato le schede elettorali, con l’aggravante d’aver agito in qualità di appartenente dell’ufficio elettorale“.

Un quadro reso ancora più inquietante dal fatto che Drammis – già presidente di seggio in precedenti tornate elettorali – dal giugno scorso è pure indagato per l’ammanco di alcune migliaia di euro versate di genitori degli alunni dell’istituto scolastico Boiardo di Scandiano di cui Drammis è stato dirigente.

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