HomeReggioLa denuncia del M5S“Obbedienza civile, Iren minaccia di chiudere i rubinetti”

La denuncia del M5S
“Obbedienza civile, Iren minaccia di chiudere i rubinetti”

Questione di pochi euro. Ma sufficienti per fare partire il sollecito da parte di Iren, che più o meno dice: o paghi o ti chiudiamo il rubinetto. A denunciare il caso è il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle Matteo Olivieri che spiega cosa è accaduto ai cittadini che hanno deciso di aderire alla campagna di “obbediebza civile” in favore della gestione dell’acqua pubblica.

La campagna consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito, ovvero gli interessi sul debito contratto per investimenti sulla rete e sugli impianti, le tasse sul reddito e il profitto del gestore. Secondo i promotori, infatti, nonostante il referendum risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico.

“Il M5S, che da sempre appoggia attivamente la battaglia per la gestione pubblica dell’Acqua – scrive Olivieri – apprende con sgomento che la nostra grande multiutility minaccia i propri utenti di “sospendere l’erogazione dell’acqua” in risposta alla loro adesione alla campagna di Obbedienza Civile affinchè l’esito del Referendum sull’Acqua sia rispettato. Non ci sarebbe stato bisogno di adottare queste forme di protesta se chi di dovere (governo, amministratori locali e gestori) avesse rispettato la legge, cioè l’esito del referendum che ha abolito la “remunerazione del capitale” dalla tariffa dell’acqua”.

Secondo Olivieri “la stessa Corte Costituzionale ha precisato in maniera inequivocabile che “la normativa residua (dopo il Referendum abrogativo) è immediatamente applicabile e non presenta elementi di contradditorietà“; però siamo nel paese degli inciuci e i vari Golia (i grandi gestori quotati in borsa) possono ignorare la legge con la copertura di chi dovrebbe rappresentare l’interesse dei cittadini”.

“Ma per fortuna – continua il consigliere comunale – c’è in giro qualche Davide che non è disposto a farsi mettere i piedi in testa e pratica l’Obbedienza Civile alla legge, rispettando l’esito del Referendum e togliendo direttamente dalla propria bolletta dell’acqua, a titolo dimostrativo, la quota relativa alla “remunerazione del capitale” (11,5% circa in provincia di Reggio Emilia). Diverse sentenze (Tar e Consiglio di Stato, oltre alla Corte Costituzionale) hanno dato ragione ai referendari e siamo in attesa del pronunciamento del Tar della Lombardia al quale il Movimento per l’acqua ha presentato ricorso contro il nuovo metodo tariffario che fa rientrare dalla finestra il profitto del gestore, con il nome di “oneri finanziari”. Ma tutto ciò è irrilevante per Iren, che si permette di minacciare di sospendere la fornitura a chi ha trattenuto pochi Euro dal pagamento puntuale della propria bolletta.

“Ci chiediamo – conclude Olivieri  -che senso abbia, a fronte del pagamento di quasi il 90% della bolletta, inoltrare costosi solleciti per pochi euro. Non sono più i costi che il beneficio?”

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