J’accuse della Spaggiari
Manodori-Unicredit,
il ruggito della Zarina

Antonella Spaggiari

Mancava solo la sua voce nel baillamme sulla Manodori e Unicredit. E quella dell’ex sindaco di Reggio ed ex presidente della Fondazione Antonella Spaggiari, non è una voce qualsiasi. Sotto la sua gestione, infatti, la Manodori si è esposta pesantemente sul titolo Unicredit, oggi alle prese con una navigazione difficilissima nelle acque agitate di Piazza Affari. Va da sé che oggi la Zarina viene identificata come la principale responsabile del depauperamento del patrimonio.

L’occasione per parlare è arrivata da un ordine del giorno presentato oggi in consiglio comunale dai consiglieri Luca Vecchi e Valeria Montanari (Pd) e Pierino Nasuti (Sel) in cui si esprime preoccupazione per la “progressiva svalutazione del valore patrimoniale della Fondazione in virtù di un’eccessiva concentrazione patrimoniale in capo al titolo Unicredit e per le possibili conseguenze in ordine ad una graduale contrazione delle erogazioni nei confronti del territorio”; auspica “l’avvio di un progressivo piano di diversificazione patrimoniale volto a ridurre il grado di concentrazione di rischio in capo al titolo Unicredit” e “un’azione più determinata nella direzione di una sostanziale riforma dello statuto della Fondazione, come da più parti sollecitato, volta a superare taluni aspetti di evidente autoreferenzialità – in particolare per quanto attiene al sistema di nomina mediante cooptazione – per rendere lo statuto più aperto e rappresentativo degli interessi della comunità rafforzando il rapporto con il sistema degli Enti Locali” . I consiglieri chiedono infine un’audizione in commissione consigliare Affari Generali del Consiglio Generale della Fondazione.  Nel documento non si chiedono le dimissioni del consiglio, come chiesto da più parti – ha specificato il capogruppo Luca Vecchi – nel rispetto dell’autonomia della Fondazione. L’odg è stato approvato con 22 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti.

Il documento che deve essere suonato come un atto di accusa alle orecchie di Antonella Spaggiari che dal suo banco ha preso la parola e ha tuonato contro gli ex compagni di partito. La Zarina ha ricordato che l’operazione Unicredit era stata decisa in seguito ad un patto tra democristiani e (ex) comunisti, che nessuno si lamentava quando le azioni erano alle stelle e garantivano utili importanti. “La verità – ha aggiunto- è che Unicredit godeva di grande fiducia anche perché c’era Profumo che andava a votare alle primarie del Pd”. La Spaggiari ha invitato poi il Pd a prendere posizione anche su Iren, le cui azioni hanno subito una costante perdita di valore. All’ex sindaco ha risposto Luca Vecchi, ricordando come nel 2004 la Zarina, all’epoca presidente della Manodori, si fosse opposta alla diversificazione del patrimonio.

Da segnalare infine l’intervento di Matteo Riva che ha rivelato: “Quando ero vice di Folloni (zio di Riva n.d.r) ho visto come venivano fatte le nomine della Manodori: le faceva Castagnetti a casa sua”. Secondo Riva la presidenza della Fondazione Manodori veniva nominata dalla sinistra Dc mentre il sindaco era in quota all’ex Pci. Quindi, è la conclusione del ragionamento del consigliere, quando Castagnetti ha piazzato Delrio alla guida del Comune, alla Fondazione è finita la Spaggiari.

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2 Responses to J’accuse della Spaggiari
Manodori-Unicredit,
il ruggito della Zarina

  1. Avatar
    holz 17 Gennaio 2012 at 07:19

    “Quindi, è la conclusione del ragionamento del consigliere, quando Castagnetti ha piazzato Delrio alla guida del Comune, alla Fondazione è finita la Spaggiari.”ok. allora?
    questa non è la spiegazione degli errori fatti.

    “nessuno si lamentava quando le azioni erano alle stelle e garantivano utili importanti.”perchè qualcuno avrebbe dovuto farlo?il potere genera mostri, stravolge le persone che non conoscono loro stessi, li orta a pensare di essere dei fenomeni.

  2. Avatar
    Kaori 22 Agosto 2013 at 23:23

    Trovo che questa spaggiari non sia una signora, ha più i tratti di uno scaricatore di porto!
    Ora si è invischiata nel “mondo” degli rsa, ma non ha capito bene come funziona. Che sia la volta buona che si calma?
    In una importante riunione ha dichiarato che i “suoi” rsa sono per chi ha i soldi, i poveri devono soffrire.
    Pensa solo ai soldi, con rette altissime la qualità del servizio nelle sue strutture è scadente! Poco personale, cibo scarso, asciugamani e lenzuola rotti, etc…