HomeAttualità“Iren investe solo a Torino” e il M5S emiliano scende in trincea

“Iren investe solo a Torino” e il M5S emiliano scende in trincea

Matrigna con l’Emilia, (quasi) bonaria con Reggio e madre amorevole con Torino. E’ questa la fotografia di Iren scattata dal Movimento 5 Stelle di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, ed è fortissima la polemica scatenata nei confronti delle ultime mosse di politica finanziaria della multiutility.

Iren – questa l’accusa – sta abbandonando il proprio core business lanciandosi in una serie di avventure, col forte sospetto che i soldi arrivino dalle bollette dei cittadini emiliani”. A parlare, dal municipio di Parma, il presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi, la consigliera comunale di Reggio Emilia Alessandra Guatteri e Andrea Gabbiani, capogruppo M5S a Piacenza.

La mia sensazione – dice Vagnozziè che Iren stia prendendo soldi da Parma, Reggio e Piacenza per investirli su Torino e la Liguria. Al 31 dicembre del 2014 l’azienda vanta crediti per 152 milioni di euro nei confronti del Comune di Torino, mentre su Parma per 14 milioni di euro. Inoltre, sempre su Torino, si calcolano prestiti per circa 51 milioni di euro. Se Iren vuol fungere da bancomat lo deve fare per tutti”.

La consigliera Alessandra Guatteri punta l’attenzione sulle operazioni della partecipata Iren Rinnovabili (detenuta al 70% da Iren Ambiente e al 30% dalla cooperativa Ccpl) sul capoluogo reggiano, riferendo dell’acquisto per 5,5 milioni di euro in capannoni all’interno del progetto di riqualificazione dell’area ex Reggiane ad opera della Stu che prevede un investimento complessivo di 31 milioni di euro (12,9 coperti da contributi statali). Sempre la Guatteri rende noto l’acquisto da parte di Iren Rinnovabili di Studio Alfa per 4 milioni di euro, e il protocollo d’intesa tra il Comune di Reggio e la partecipata per 300 diagnosi energetiche su 330 su edifici esistenti.

Il debito di Iren Rinnovabili nei confronti di Iren al 31 dicembre 2014 ammonta a circa 33 milioni di euro”, sottolineano i rappresentanti del M5s. Un argomento su cui torna Vagnozzi, che negli scorsi mesi ha posto formalmente all’ad di Iren domande sull’attività di Iren Rinnovabili sul territorio reggiano. “A questo punto, 30 milioni di euro potrebbero investirli anche a Parma – suggerisce Vagnozzi – con questa somma Stt, la nostra società di trasformazione del territorio, potrebbe attuare investimenti decisivi, visto il piano di riqualificazione energetica delineato a Reggio. Stt ha poi in mano le azioni di Iren: se la multiutility investisse questi 30 milioni di euro le azioni verrebbero salvate”. Il che eviterebbe “che le banche possano far scattare l’opzione sulle azioni in questione (date in pegno per far fronte ai debiti della partecipata, ndr) e spingere, di fatto, Parma fuori dal patto di sindacato della multiutility”. Una possibilità, quella dell’uscita dal patto di sindacato di Iren, paventata anche dal consigliere M5S di Piacenza e che farebbe scendere ulteriormente il peso dei comuni emiliani all’interno della multiutility.

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