HomeAttualitàIren, il Bianco ti dona. Stipendio tagliato al nuovo ad

Iren, il Bianco ti dona. Stipendio tagliato al nuovo ad

imagePrimi segni di uscita dalla bufera. Forse.

In giornata il gruppo Iren ha comunicato i termini economici del contratto sottoscritto con il nuovo amministratore delegato dell’azienda, Massimiliano Bianco. Una comunicazione molto attesa, dopo le accese polemiche sulle cifre emerse in merito alla buonuscita riservata all’ad uscente Nicola de Sanctis (foto), beneficiario di una liquidazione di 950mila euro collegata a un nuovo contratto di consulenza da 400mila euro fino alla fine del 2015. Il contratto di De Sanctis in qualità di amministratore delegato di Iren prevedeva un compenso annuo di circa 400mila euro, con un premio aggiuntivo – legato ai risultati commerciali ottenuti – che poteva arrivare fino a un 12% circa della retribuzione.

Un quadro che ha finito con lo scatenare dapprima un coro di indignazioni a mezzo stampa, poi una protesta di un gruppo di cittadini (protagonisti di una manifestazione davanti al Comune di Reggio in occasione dell’ultimo consiglio comunale) e infine l’iniziativa di qualche amministratore (il consiglio comunane di Reggio, in quella circostanza, ha approvato un paio di ordini del giorno in cui si chiedeva di rivedere la buonusicta di De Sanctis e di abbassare i compensi del futuro amministratore delegato).

Il contratto riservato al successore Massimiliano Bianco prevede un trattamento economico inferiore, ma rimane uno stipendio d’oro. Bianco percepirà “42.500 euro per la funzione di Amministratore Delegato – si legge nel comunicato dell’azienda – oltre ad una retribuzione fissa di 247.000 euro lordi annui per le funzioni dirigenziali che Bianco ricoprirà a tempo determinato con l’obiettivo di contribuire al piano di sviluppo di medio-lungo termine del Gruppo Iren, e una quota di retribuzione variabile, pari ad un massimo del 25% della retribuzione fissa, in relazione al reale conseguimento degli obiettivi definiti annualmente dal Consiglio di Amministrazione“. Si mette in tasca quindi circa 290mila euro come quota fissa e una maggiorazione che massimalmente potrebbe portarlo alla cifra di 360mila euro l’anno, all’incirca. Un “tetto” inferiore del 15-20% rispetto a quello di De Sanctis. Ma pur sempre un tetto ad altissimo coefficiente di protezione…

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