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Intellettuali reazionari
Civici Musei, i funghi di Rota
diventano un caso nazionale

Chi avrebbe mai detto che i Musei Civici di Reggio potessero suscitare tanto interesse? Se il progetto di riqualificazione griffato Italo Rota ha avuto un merito, è stato quello di portare l’attenzione di una parte non indifferente del mondo della cultura italiana su un museo non certo famoso per i suoi capolavori. La parola d’ordine è fermare un intervento che “rischia di trasformare i Musei Civici di Reggio Emilia in una sorta di luna park e avviare una vera ristrutturazione”.  Lo chiedono i firmatari dell’appello, promosso dal “Comitato per la Bellezza”, che ha gia’ raccolto numerose adesioni, tra le quali personaggi del caibro di Alessandra Mottola Molfino, della presidente di Italia Nostra, di Pier Luigi Cervellati, Alberto Asor Rosa, Salvatore Settis, Cesare de Seta, Tomaso Montanari e molti altri. Senza offesa per il gruppo di “intellettuali” di casa nostra che hanno aperto le danze della polemica, ma qui ci troviamo di fronte ad alcuni pezzi da 90. Allora la querelle assume tutt’altra dimensione.

I firmatari dicono di sì a una ristrutturazione e no a un progetto (del costo di 8.350.000 euro) che rischia di trasformare i Musei Civici in una sorta di luna park, e sollecitano la disponibilità dell’Amministrazione comunale a un autentico confronto con la cittadinanza, come richiesto dal Comitato dei 45 firmatari di una lettera aperta al sindaco Delrio. L’appello ricorda che i Musei Civici reggiani vantano preziose collezioni scientifiche, da quella di Lazzaro Spallanzani, che risale al 1799, a quella di metàOttocento di Gaetano Chierici, accanto alla Galleria Fontanesi e alle sezioni di archeologia, di Arte Industriale e di Arte Moderna. L’appello si conclude con la richiesta di conoscere, se è stato espresso, il parere della competente Soprintendenza per i beni storici e artistici.

Spadoni e Catellani furiosi

L’appello ha comprensibilmente mandato su tutte le furie gli assessori Mimmo Spadoni e Giovanni Catellani, principali sostenitori del progetto. “E’ stupefacente – scrivono in una nota congiunta che un pezzo della cultura italiana si mobiliti sulle tante falsità, spacciate per verità, da parte del Comitato che contesta il progetto di riqualificazione dei Civici Musei di Reggio Emilia. C’è da chiedersi come intellettuali di rilievo e lunga esperienza, quali quelli citati dal Comitato, abbiano potuto aderire a un documento contenente tante ed evidenti falsità. C’è da chiedersi se professori e intellettuali abbiano visitato i Musei civici di Reggio Emilia nell’ultimo decennio, prendendo atto de visu delle potenzialità, oltre che del pregio, delle collezioni museali reggiane e, soprattutto, se abbiano visto e approfondito direttamente i contenuti del progetto dell’architetto Italo Rota”.

I due assessori contestano punto per punto la lettera: il progetto non costa 8,3 milioni di euro ma 4,350; l’intervento non tocca le collezioni di Lazzaro Spallanzani e Gaetano Chierici;  il progetto ha ottenuto i pareri positivi di tutte le Sovrintendenze competenti.

“Il principale obiettivo del progetto – proseguono Spadoni e Catellani – è di rendere i Musei civici più attrattivi e avvicinabili da tutti i cittadini, renderli veramente aperti all’interesse di tutte le persone di ogni età, non lasciandoli al beneficio della sensibilità e della competenza di pochi. Si dice tanto della casta dei politici, ma si dice troppo poco della casta degli intellettuali. In questo caso, l’impressione è che la conservazione a qualsiasi costo assurga a rango di nuova forma di trascendenza, sul cui altare ogni proposta di innovazione viene sacrificata”.

Pare che i Funghi di Rota abbiano già ottenuto un importante risultato prima ancora di essere installati: portare l’attenzione su un museo ricordato più che altro dai bambini in gita scolastica per un malconcio capodoglio imbalsamato, feti e animali deformi.

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  • Ma sono allucinogeni i funghi di Rota?