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Il sindaco detta i tempi della Bretella di Rivalta

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Consuete file di autovetture all’altezza di Rivalta

“Progettazione entro il 2017, assegnazione dell’appalto entro il 2018, inizio dei lavori nel 2019”. Sono questi i tempi della Bretella di Rivalta, imprevisti permettendo, annunciati dal sindaco Luca Vecchi nel corso della serata inaugurale della Festa del Pd di Biasola a San Rigo. Una prima serata affollata da migliaia di reggiani che sui prati e tra gli alberi della frazione hanno trovato riparo dalla grande calura di questi giorni.

Per i Rivaltesi presenti all’incontro col sindaco di Reggio Emilia, introdotto dal consigliere comunale Pd (rivaltese doc) Giorgio Campioli e coordinato dalla giornalista Margherita Grassi, è stato questo il clou di una discussione che ha toccato tutti i temi caldi dell’amministrazione locale.

“Il primo tratto della Bretella di Rivalta, quello tra il Peep e via del Buracchione, era già finanziato e a carico del Comune – ha ribadito Vecchi – Il secondo tratto, quello tra via del Buracchione e la tangenziale di Canali, era a carico della Provincia, rimasta senza i soldi per finanziarla a seguito delle note vicende. Abbiamo quindi deliberato di farci interamente carico, come Comune, del costo di questa opera: investiremo 5 milioni di euro. Un fatto storico – ha detto Vecchi – credo che si debba tornare indietro nel tempo di almeno 25 anni per trovare investimenti di questo tipo a carico del Comune di Reggio Emilia”. “Tra settembre e ottobre – ha puntualizzato il sindaco – verrò a Rivalta per una assemblea pubblica dove presenteremo il progetto definitivo della Bretella e gli investimenti programmati sulla Reggia di Rivalta”. Il 2018 sarà quindi un anno caratterizzato dagli investimenti sulle infrastrutture viarie. E’ in dirittura d’arrivo, così come ribadito dal sindaco Vecchi, anche la tangenziale Nord, la cosiddetta via Emilia bis  “che collegherà S. Prospero a Corte Tegge”. Un’opera da 190 milioni di euro quasi interamente finanziati da Anas.

Come anticipato, la serata ha toccato tutti i principali temi della cronaca e della politica, a cominciare da quello degli immigrati. “Non esiste un’emergenza migranti a Reggio Emilia – ha detto Vecchi – Abbiamo 1.500 richiedenti asilo. A Reggio Emilia vivono 30.000 residenti stranieri, per altro in calo di 3.000 unità negli ultimi 3 anni. La città aveva 130.000 abitanti agli inizi degli anni ’90, diventati circa 170.000 a metà del decennio scorso. Ma di cosa stiamo parlando? Inoltre – ha proseguito il sindaco – ci sono ancora 8 comuni della Provincia che ancora non accolgono nessun richiedente asilo, mi auguro che presto anche loro facciano la loro parte” Vecchi è tornato sulla recente manifestazione anti-immigrati che ha percorso le vie del centro storico cittadino. “Bisogna finirla con la storia secondo cui il Comune sui richiedenti asilo “farebbe lavorare le cooperative” – ha detto Vecchi – “C’è una stazione appaltante per questo tipo di servizi, e non è il Comune: è il Ministero dell’Interno attraverso le Prefetture. Per altro le cooperative sociali in questione (Ovile e Dimora d’Abramo ndr) sono state fondate da parroci di campagna… In altre città l’accoglienza ai richiedenti asilo è gestita dalla n‘drangheta, a Reggio invece la gestiscono realtà di questo tipo”. “Comprendo le inquietudini di chi ha manifestato, perché indirettamente sono figlie anche di questi tempi drammatici nei quali in Europa è arrivato il terrorismo, e non demonizzo certo manifestazioni come quella di alcuni giorni fa – ha proseguito Vecchi – Però vedere sfilare insieme certe sigle, Movimento 5 stelle, Forza Nuova, Lega Nord, ecc. non lascia certo indifferenti… D’altro canto – si è chiesto Vecchi – solo i sacerdoti  hanno il diritto di dire che la dignità umana viene prima di ogni altra cosa? Anche io, da laico, rivendico il diritto di dire la stessa cosa sull’accoglienza ai richiedenti asilo”.

“E i nostri anziani?”, ha chiesto polemicamente al sindaco di Reggio Emilia uno dei presenti. “Stanziamo 30 milioni di euro per gli anziani – ha risposto Vecchi – Certo, ci sono ancora troppe liste di attesa, ma a Reggio c’è una cultura dei servizi per la terza età che ci pone all’avanguardia in Italia”.

Sul suo futuro, il sindaco non si è sbilanciato “Ho ricevuto in eredità una città ben amministrata – ha dichiarato Vecchi – Non vi dico adesso se mi ricandido o no. Qualche mese prima della fine della legislatura mi incontrerò con il mio partito, il Pd, e valuteremo insieme. Io sono a disposizione. E soprattutto – ha concluso Vecchi – tengo bene a mente quanto mi disse Veltroni, perché è vero: “il sindaco non si fa per ambizione, si fa per vocazione”.

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