HomeAttualitàIl pagellone Pd dopo la partita del Pigal

Il pagellone Pd dopo la partita del Pigal

Abbiamo già lanciato la “provocazione” dalle pagine di questo magazine: saprà il Pd locale ritrovare una leadership il più possibile unificatrice in grado di produrre una sintesi politica magari innovativa? O dovrà accontentarsi di gestire le tessere rispondendo di volta in volta alle diverse sollecitazioni di questo e quel “notabile”?

luca vecchi

Luca Vecchi

La domanda non è scontata e la risposta dovrebbe essere imminente. Anche perché sul piatto del confronto c’è da scegliere innanzitutto il candidato sindaco in vista delle amministrative (e relative alleanze), ammesso e non concesso che il “sindaco in pectore” Luca Vecchi, uscito un
po’ malconcio dal confronto dell’assemblea, potrebbe restare l’unico volto spendibile della tornata primaverile. Poi, subito dopo le europee. Tanto per citare le priorità.

Certo il Partito democratico locale, entrato diviso in conclave, ne è uscito altrettanto spaccato. Con la vecchia guardia che tutto sommato ha figurato meglio degli eterni giovani turchi e dei rottamatori della prima e dell’ultima ora. Ma il partito ha comunque bisogno di tutte le risorse disponibili, generazionali e politiche. Perché l’obiettivo non è solo quello di “guarire” il partito dai mali interni ma quello, incredibilmente più complesso, di riconnettere i tessuti di una società in frantumi. E con punti di riferimento del tutto differenti rispetto al passato anche recente.

Candidati a parte, già sottoposti alle votazioni di circoli e delegati, ecco il nostro “pagellone”

Pier Saccardi

Pierluigi Saccardi

marco barbieri

Marco Barbieri

sonialeoparda

Sonia Masini

mainone

Maino Marchi

PROMOSSI: Lettiani, Dalemiani e “Provinciali”. Sono loro i vincitori morali della kermesse: i “governativi” Marco Barbieri e Pierluigi Saccardi, che conoscono le regole e cercano di coniugare tradizione e innovazione, l’immarcescibile dalemian-cuperliano Maino Marchi, unico uomo che da Reggio sembra contare ancora qualcosina a Roma e la presidente Sonia Masini, il cui ente è additato da Graziano Delrio come causa quasi unica di tutti i mali del Belpaese.

RIMANDATI: il candidato sindaco in pectore Luca Vecchi che ha rotto il protocollo schierandosi (coi perdenti) ma ancora in pole position per

Andrea Rossi

Andrea Rossi

incarnare il dopo-Delrio e Andrea Rossi, sindaco di Casalgrande e centro di gravità dei giovani e fulminanti renziani. La lezione servirà al prossimo esame di strategia.

BOCCIATI: Andrea Capelli, Mirko Tutino e Paolo Gandolfi i potenziali “grandi mediatori” tra renziani e civatiani che hanno sì spaccato le aree ma a favore dei concorrenti. Hanno cercato di sparigliare ma hanno solo sparpagliato.

 

Andrea Capelli

Andrea Capelli

Mirko Tutino

Mirko Tutino

Paolo Gandolfi

Paolo Gandolfi

 

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