HomePrima paginaIl nodo EdipowerIren dice sì ad A2A. Ma senza garanzie

Il nodo Edipower
Iren dice sì ad A2A.
Ma senza garanzie

Alla fine Iren ha detto sì ad A2A. E lo ha fatto all’unanimità, a dispetto della prova di forza del cda che solo martedì scorso aveva fatto slittare l’intesa con l’utility lombarda su futuro della nuova Edipower.

Si tratta di una svolta importante anche se il futuro resta denso di incognite. Iren sta per entrare in una operazione di enormi proporzioni, acquisendo il controllo di Edipower, un colosso dell’energia, nato da un patto coi francesi dopo una lunga guerra per il controllo del mercato italiano, che sarà secondo per dimensioni solo a Enel. Il fatto è che prima ancora della sua nascita i due soci principali – Iren (di cui il Comune di Reggio è azionista, insieme a Parma, Genova e Torino) e A2A (controllata dai comuni di Milano e Brescia) – hanno cominciato a litigare. I motivi del contrasto sono legati principalmente al modello di governance e ai cosiddetti contratti di “tolling”, ovvero di fornitura di energia di Edipower alle due multiutility. Sulla governance si sarebbe arrivati ad un accordo: A2A – che in Edipower ha la maggioranza assoluta del 56% – avrebbe fornito a Iren garanzie (in sostanza il diritto di veto) per le operazioni più importanti. Se sulle poltrone l’intesa è fatta, non è così per le questioni economiche legate ai contratti. Chi pagherà quanto e cosa è tutto da vedere.

Il bluff degli amministratori espressione della parte torinese non è apparso molto convincente (martedì notte il cda di Iren aveva fatto slittare la sigla dell’accorodo, chiedendo maggiori garanzie ai partner). Da A2A la risposta è stata più o meno questa: avanti con voi o senza di voi. Scendere dal treno in corsa poteva diventare molto costoso e alla fine ha retto la precaria tela tessuta dal dg di A2A Renato Ravanelli e dal suo omologo Andrea Viero.

Avanti tutta dunque con la nuova Edipower tutta italiana. E’ stata la scelta giusta? E soprattutto cosa cambierà per gli utenti? Impossibile prevdere il futuro in un quadro economico generale così incerto. Di sicuro ci saranno nuovi debiti (certi) da pagare e futuri ricavi su cui non c’è alcuna garanzia. E Reggio rischia di diventare sempre più la periferia dell’impero.

Ultimo commento

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    Comunque andrà a finire come tutte le volte: nuovi debiti che pagheremo noi con le bollette. Avanti così. Meno male che almeno qualcuno ne parla