Idv: investire in Unicredit è come giocare al casinò

Nei prossimi giorni la Fondazione Manodori sarà chiamata a decidere sul da farsi per quanto riguarda la ricapitalizzazione del gruppo bancario Unicredit. Dura la presa di posizione de consiglieri provinciali dell’Idv Emanuele Magnani e Rudi Baccarani.

“La Fondazione, che nelle ultime gestioni di Spaggiari e Borghi ha sempre rafforzato l’investimento in Unicredit – attaccano i consiglieri – in spregio alle più elementari norme di diversificazione e di cautela, si trova per l’ennesima volta davanti alle seguenti opzioni: sottoscrivere interamente la propria quota di ricapitalizzazione in Unicredit, che costerebbe l’insostenibile cifra di 52 milioni di euro; ricapitalizzare solo una parte, finanziandone l’acquisto con la vendita delle opzioni sulle azioni restanti; non partecipare affatto, lasciando diluire il proprio pacchetto azionario dell’attuale 0,8% di più della metà, arrivando allo 0,3%. Se, come consigliato dai consulenti, si perseguisse la prima scelta, ovvero quella di ricorrere a finanziamento per poter così partecipare alla ricapitalizzazione, si tratterebbe di una scelta inedita per la Manodori, che mai nella sua storia avevo dato consenso a un tale atto”.

Secondo gli esponenti dell’Idv “una scelta del genere non va certo a garantire il bene futuro sia della Fondazione sia della comunità reggiana nel suo complesso. Come possiamo pensare che investire ancora su un titolo bancario, che in questi giorni non ha passato momento certamente felici, possa essere un valido modo per aumentare le risorse da ridistribuire sul territorio? La Fondazione Manodori deve essere, prima di tutto, considerata come “bene collettivo” e non come “istituto di investimento speculativo”.

“Se dovesse andare in porto una scelta simile certo, da amministratori pubblici, – continuano i consiglieri – ci auguriamo che vi possa essere buona sorte per tale investimento. In caso contrario, gli organi dirigenziali accuserebbero una debacle da cui difficilmente, a voler essere generosi, si potranno rialzare. Non si capisce inoltre come si sia potuto negli anni non diversificare gli investimenti, che attualmente sono per il 70% circa sotto Unicredit. In tempi del genere puntare sulle banche è come giocare al casinò. Il 21, in occasione della visita dell’amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni per illustrare al Cda della fondazione Manodori l’operazione di aumento del capitale, – annunciano infine – noi del gruppo dell’Idv allestiremo un punto di ascolto in piazza Prampolini, vicino alla sede della stessa Manodori”.

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