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Halloween, l’anatema del vescovo Camisasca

Halloween, l'anatema di CamisascaChe la Chiesa cattolica sia contraria alla festa di Halloween non è una novità, almeno a queste latitudini. Questa volta però a prendere posizione contro zucche e fantasmi è il vescovo in persona. Parole dure quelle di monsignor Camisasca che seguono a ruota quelle di don Ennio Munari, parroco della Roncina, che ha chiesto di annullare la festa in maschera organizzata dal Ctg provinciale – Centro turistico giovanile, di ispirazione cattolica – nel castello di Rossena, di proprietà della diocesi. “L’evento è stato organizzato a mia insaputa – ha tuonato don Munari, che è anche assistente spirituale del Ctg – chiedo che sia annullato o spostato in altro luogo”. Poco importa se gli organizzatori si sono difesi assicurando che la Curia era stata informata 15 giorni fa e che l’evento si ripete da 5 anni, dunque non è possibile che nessuno sapesse niente.

Senza fare riferimento esplicito alla festa nel castello di Rossena, il vescovo Camisasca è intervenuto per “scomunicare” Halloween. E la festa al castello è stata annullata. “La decisione – si legge in un comunicato dell’ufficio stampa della diocesi – è stata presa al termine di un incontro avvenuto stamane presso la Curia diocesana tra Laura Iotti, responsabile del Centro Turistico Giovanile (Ctg), ente gestore del Castello e promotore dell’evento, e don Alberto Nicelli, vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, proprietaria dell’immobile.
Entrambe le parti hanno riconosciuto che modalità e finalità della festa in maschera erano di aggregazione e non confliggevano in alcun punto con le questioni di dottrina e di fede cristiana che soggiacciono alle ricorrenze del 1° e del 2 novembre (solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti).
Tuttavia, alla luce del comunicato diffuso ieri del vescovo Camisasca e del documento “Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa, religiosa” recentemente emanato dalla Conferenza dei vescovi dell’Emilia-Romagna, nonché volendo porre fine a confusioni e strumentalizzazioni di ogni genere della vicenda da parte degli organi d’informazione, Ctg e Diocesi hanno convenuto sull’opportunità di soprassedere all’organizzazione dell’evento.
La festa pertanto non avrà luogo”.

“Ci avviciniamo a due giorni importanti per i cristiani, ma più in generale per tutto il nostro popolo: – scrive il vescovo in una nota – la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti, 1 e 2 novembre. Sono due giorni a cui la nostra gente guarda da tutto l’anno. Nei santi, sia quelli che vivono in cielo, sia quelli che vivono sulla terra, vediamo persone vere, realizzate, perché interamente dedicate a Dio e al bene dei loro fratelli. Nei nostri defunti, per cui preghiamo e a cui ci lega una profondo vincolo di gratitudine e di affetto, riconosciamo coloro che ci hanno preceduto e che ci attendono. La Festa dei Santi è una festa di gioia e di luce. Quella dei morti è una giornata di mestizia serena, consapevole che non tutto finisce, ma che c’è una vita oltre la vita. Le nostre comunità sono chiamate a celebrare questi giorni con particolare attenzione e profondità. In modo speciale la Festa dei Santi non può essere in nessun modo sostituita da Halloween. Come ricorda il recente documento dei vescovi dell’Emilia-Romagna su “Religiosità alternativa, sette e spiritualismo”, in quelle celebrazioni pagane si festeggiano “una zucca vuota illuminata al suo interno, fantasiosi fantasmi e folletti, immaginari mostri, streghe e vampiri”. Il diffondersi di Halloween mostra che le nostre comunità hanno spesso perduto il senso della festa e anche l’occasione di far festa intorno agli eventi della vita di Gesù e dei santi. Occorre riscoprire la gioia della fede. Perché questo possa accadere è necessario che la fede torni ad essere un’esperienza viva, consapevole, capace di dare forma alla vita”. “È ciò che la diocesi si propone di aiutare a vivere nell’anno pastorale che comincia, dedicato alla fede della Chiesa” conclude il vescovo.

Una posizione, quella di Camisasca, in linea con il documento presentato in settembre dalla Conferenza dei vescovi emiliano-romagnoli che mette all’indice non solo satanismo ed esoterismo, ma anche la festa di Halloween e pratiche diffuse come lo yoga e più in generale il salutismo. I vescovi dell’Emilia-Romagna parlano di “devianze religiose” e di “derive spiritualistiche” che allontanano i giovani dalla chiesa e sono spesso anticamera dell’ingresso nelle sette.

 

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