HomePoliticaGrande Reggio perde i pezzi. Caselli risponde alle critiche di “patto col Pd”

Grande Reggio perde i pezzi. Caselli risponde alle critiche di “patto col Pd”

Da sinistra: Giovannini, Rubertelli, Primo Gonzaga

Da sinistra: Giovannini, Rubertelli, Primo Gonzaga

Quando il 25 luglio scorso abbiamo anticipato il progetto politico di Dario Caselli che avrebbe poi preso forma nell’alleanza tra gli ex leghisti di Progetto Reggio e la lista civica Grande Reggio non avremmo immaginato che sarebbe andata a finire così. L’idea di riunire sotto un’unica bandiera tutte le anime del centrodestra e i cattolici si è ridotta di fatto ad un patto tra ex. E a meno di due mesi dalle elezioni la macchina progettata dal Grande manovratore ha cominciato a perdere pezzi proprio nell’ala caselliana. Poco dopo la presentazione del candidato sindaco Cinzia Rubertelli hanno infatti lasciato il portavoce Primo Gonzaga, sostituito da Matteo Setti, e l’avvocato Franca Porta. Sull’altro versante, quello di Progetto Reggio, ha deciso di non ricandidarsi il consigliere comunale Zeffirino Irali, che non ha mai nascosto la sua contrarietà al patto civico. Ad agitare le acque tra gli ex leghisti è soprattutto lo spettro di una trattativa con Luca Vecchi dopo la tornata elettorale. Trattativa che sarebbe stata intavolata dallo stesso Caselli già da tempo – e i segnali non sono mancati – nella consapevolezza di non essere in condizione di raggiungere l’obiettivo del ballottaggio. Adesso però, tra defezioni e difficoltà politiche del candidato sindaco, il rischio è una vera debacle alle urne che non consentirebbe nemmeno di salire sul carro del vincitore.

Matteo Setti ha tentato di mettere una pezza, spiegando che “lavvicendamento è da considerarsi come la naturale evoluzione di un’associazione che non si è costituita oggi, ma che lavora al progetto civico di Grande Reggio ormai da molto tempo Primo Gonzaga e Franca Porta hanno rimesso le loro cariche alla vigilia di questa campagna elettorale, ma avevano comunicato la loro intenzione di farlo già da tempo. Del resto, una staffetta che desse più visibilità agli esponenti che avrebbero voluto candidarsi in lista era già programmata, ed allo stesso tempo è funzionale all’esigenza di Primo Gonzaga e Franca Porta di tornare ai propri impegni personali e professionali che per lungo tempo avevano in qualche modo sacrificato all’impegno per lo sviluppo di Grande Reggio”. Ma è del tutto evidente che la barca sta imbarcando acqua.

Lo dimsotrano anche le parole di Zeffirino Iral, che ha deciso di non ricandidarsi, abbandonando così il progetto politico. “Io ho contribuito a fondare il movimento politico “Io cambio” e da lì non mi muovo. – dice – Non ho velleità a livello locale e non ho intenzione di ricandidarmi per il consiglio comunale”. Irali non nasconde però di non condividere l’alleanza con Grande Reggio: “In cinque anni sono sempre stato convinto che sarebbe stato opportuno correre come Progetto Reggio con Giacomo Giovannini come candidato sindaco. La maggioranza ha preso una decisione diversa e io, fino a quando non decadrò da consigliere, mi adeguo”. Dopo, però, ognuno per la sua strada.

A proposito di un eventuale patto con il Partito democratico, Irali risponde: “Non ne so nulla, ma se così fosse questa è una scelta che non riguarderà Progetto Reggio”.

 

 

 

Ultimi commenti

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    Vedo che la faziosità non ha limiti, come l’ansia di spingere alla vittoria il candidato del “potere” Luca Vecchi. Grande Reggio non subisce nessuna debacle a giorni presenterà la sua lista e questa agitazione da il senso della paura, perchè parlarne se non conta nulla? Per quanto riguarda gli ex le liste di Vecchi pullulano, come quelle del centrodestra. Per quanto riguarda presunti accordi con il Pd, sono solo balle. Personalmente non conosco neppure Vecchi, Costa e compagnia, poi mi pare che il Pd gli accordi li faccia con Alfano e Berlusconi, che sostengono la Prampolini, non certo con Grande Reggio. Se volevamo accomodarci al tavolo del potere, non facevamo una lista che ha come obbiettivo la sostituzione dell’attuale classe politica, cioè del PD.

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    La precisazione di Caselli è legittima; dalla nostra assicuriamo che non cerchiamo di tirare la volata a nessuno, semmai di spartire equamente le critiche a destra e a manca. Un po’ perché questo sarebbe il mestiere, un po’ perché animati da un crediamo sano spirito civico teso al miglioramento della classe politica (e dunque della società) che si appresta a governare la città, qualunque essa sia

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    Ma TUTTI questi personaggi di tutti i partiti,
    hanno un programma (occupazione, scuola, lotta alla ‘ndragheta imperante)
    o vivono su ste beghe da anni ’80 del tutto ininfluenti per i cittadini ?