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Edipower: fumata nera
Iren, guerra aperta
con A2A: accordi a rischio

Il guaio rischia di diventare davvero grosso. Talmente grosso da fare saltare l'”accordo di Santo Stefano”, quello che ha posto fine alla decennale guerra con la Francia per il controllo del mercato energetico nazionale. In queste ore a tenere banco è lo scontro per la governance tra i due principali azionisti di Edipower: Iren e A2A. Non è infatti arrivata l’attesa svolta dopo il serrato confronto di martedì sera tra i direttori generali Andrea Viero (Iren) e Renato Ravanelli (A2A).

L’incontro aveva lo scopo di trovare un’intesa sugli equilibri interni al nuovo colosso energetico, ma le distanze appaiono al momento insanabili. A dire la verità in questo momento la posizione più debole al tavolo delle trattative è quella di Iren, dal momento che in base all’accordo preliminare l’utility avrebbe garantita la presidenza di Edipower, ma i lombardi si troverebbero a controllare il 56% (contro il 21% di Iren) e potrebbero agire in piena autonomia. Per questo in via Nubi di Magellano sono in agitazione e chiedono con insistenza una serie di poteri a garanzia di un investimento da svariate centinaia di milioni di euro. Poteri che riguardano operazioni straordinarie come fusioni e acquisizioni, cessione di impianti, aumenti di capitale.

Il rischio concreto, allo stato, è che Iren nel giro di pochi anni possa scomparire, inghiottita da A2A. A conferma del clima di tensione, le dichiarazioni di una fonte anonima citata da Milano Finanza: “Iren non e’ disposta in alcun modo a diventare portatore d’acqua di A2A, che non puo’ arrogarsi il diritto di considerare sua la società, magari pensando di assorbirla nel proprio perimetro tra qualche anno se la situazione debitoria dovesse consentirlo. Le premesse dell’accordo erano molto diverse, anche per volontà dello stesso Passera”.

A2A e Iren torneranno a sedersi al tavolo entro venerdi’, dove cercheranno una volta per tutte di appianare le divergenze.

L’idea di fondo enunciata dal neo Ministro dello Sviluppo Economico ha infatti in mente un progetto ad ampio respiro: una grande multiutility in cui far convergere – proprio attorno ad Edipower – altri soggetti come Hera e Acea. Un disegno che rischierebbe di essere accantonato sul nascere o di finire rallentato nei tempi di realizzazione se i due principali soci di Edipower non riescono ad accordarsi sulle regole di convivenza.

Per cercare di arginare il peso di A2A nell’ex genco, l’utility guidata da Roberto Garbati vorrebbe “alzare il quorum di maggioranza necessario per approvare operazioni di carattere straordinario”. Poiche’ infatti – a riassetto avvenuto – A2A dovrebbe detenere una quota del 56% a fronte di un pacchetto azionario nelle mani di Iren che non dovrebbe superare il 20,5%, se l’asticella del quorum verra’ fissata appena oltre il 50% A2A potrebbe di fatto “fare e approvare da sola le proprie delibere, anche senza il bisogno di cercare consenso tra gli altri soci”.

“Altre soluzioni finirebbero per ingessare l’operativita’ di Edipower, rischiando di ricreare le stesse problematicita’ che gia’ emergevano nella governance di Edison”, replicano invece da A2A, dove si dicono tuttavia “disposti a un’apertura di buon senso”. Proprio per questo motivo, vista la distanza che rimane tra le due posizioni, A2A e Iren torneranno a sedersi al tavolo entro venerdi’, dove cercheranno una volta per tutte di appianare le divergenze e iniziare a ragionare sulle tante questioni industriali che negli ultimi anni hanno ridotto al lumicino i risultati dell’azienda.

aveva preso atto delle divergenze senza assumere alcuna deliberazione sul riassetto di Edison.

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