HomeCulturaFoto antiregime di un desaparecido: ricordando il Cile di Pinochet

Foto antiregime di un desaparecido: ricordando il Cile di Pinochet

mainocanalesjuan-ritratto“Dopo 40 anni da quello che è successo siamo qui per dire che il passato non può essere dimenticato, dobbiamo impedire che altre generazioni possano vivere quel’esperienza”. Così l’ambasciatore cileno in Italia Luis Fernando Ayala Gonzalez, ospite a Reggio della Fondazione ‘Far – Studium Regiense’ presso l’oratorio di San Filippo, ha sottolineato il valore della mostra fotografica dedicata al desaparecido italo cileno Juan Bosco Maino Canales, sequestrato e ucciso dai servizi segreti del dittatore Pinochet nel 1976.

La mostra è una raccolta degli scatti di Maino Canales, che con le sue foto aveva deciso di documentare la vita degli strati sociali più poveri della società cilena, in particolare dei bambini. Juan Bosco Maino Canales fu militante del Mapu, movimento di opposizione al regime di Pinochet di ispirazione cattolica: per questo impegno fu rapito e torturato tre giorni nelle carceri del regime, dove morì senza che il luogo della sua sepoltura fosse mai ritrovato. L’eliminazione di Maino Canales rientra nelle azioni di guerra sporca del piano Condor: la pianificazione coordinata degli avversari politici dei regimi sudamericani nati a cavallo fra gli anni 60 e 70. Per quei fatti, ha sottolineato l’ambasciatore cileno in Italia Ayala, in Cile “sono ancora in carcere circa 50 militari, che non possono essere perdonati perchè non hanno mai voluto cooperare con la giustizia”.

Ayala ha ringraziato lo Stato italiano “per aver dimostrato la volontà di trovare la volontà per gli italiani caduti”, perchè “oggi è dimostrato in processo che il piano condor, sempre negato dai dittatori, è invece che quell’accordo criminale è esistito. Abbiamo un debito con l’Italia, che in quegli anni ha aperto le porte a tanti esuli cileni”. Tra questi esuli, va ricordato, ci fu anche la professoressa Olivia Concha, che dopo la fga dal regime di Pinochet insegnò alcuni anni all’istituto Peri, influenzando in modo decisivo i metodi di insegnamento. Anche in suo onore si è tenuto un concerto nella Chiesa di San Filippo, proprio con gli allievi dell’Istituto Peri.

La figura di Maino Canales è stata ricordata anche da Carlo Baldi, presidente del Far Studium Regiense, che ha sottolineato come dalle foto del giovane cileno emerga ancora oggi “la sua fortissima sensibilità”. Del processo Condor, che ha visto alla sbarra i presunti responsabili dell’uccisione di 23 italo – sudamericani sotto le diverse dittature del Cono sud, hanno parlato gli avvocati Andrea Speranzoni e Giancarlo Manega, che rappresentano alcune delle parti civili nel procedimento. Il primo grado si è concluso in corte di Assise a Roma con 8 condannati all’ergastolo, 19 prosciolti e sei assolti.

Un esito complessivamente insoddisfacente: ma almeno come sottolineato da Ayala, è stato provato che il Piano Condor era stato concretamente realizzato sotto una regia comune nei diversi stati sudamericani coinvolti.

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