HomePrima paginaResistenza businessMuseo Cervi avvelenato alla vigilia della Liberazione

Resistenza business
Museo Cervi avvelenato
alla vigilia della Liberazione

Più che pastasciutta antifascista, sembra di essere invitati alla mensa di Papa Borgia tanto è indigesto il piatto e volano polpette avvelenate. Fatto sta che quest’anno il 25 aprile al museo Cervi di Gattatico rischia di diventare un flop. Anzi un boomerang per chi fa della Resistenza e del suo mito l’ultimo baluardo della presunta superiorità morale della sinistra. Il clima è da tutti contro tutti; causa il sempre più consistente giro di soldi ruotanti attorno a quella che era nata come semplice pastasciuttata partigiana per poi trasformarsi in un vero e proprio business della Liberazione.

Ad aprire le danze contorte sia il locale Fuori Orario che la Pro Loco di Gattatico; i quali si sono chiamati fuori dai fornelli denunciando una gestione sempre più centralizzata dell’evento, in modo direttamente proporzionale agli incassi sempre più cospicui e sempre meno trasparenti. I giovani erano arrivati a chiedere la testa della presidente Rossella Cantoni. Dal Museo Cervi però non si è fatta attendere la replica, nonostante diversi sindaci della val d’Enza avessero tentato una mediazione. L’istituto Cervi ha accusato i rivoltosi di aver preteso un pagamento per quella che dovrebbe essere anche una sorta di festa del volontariato rosso locale. La gestione dunque passerebbe direttamente in mano agli organizzatori di Festa Reggio. Insomma una frattura di difficile composizione a testimonianza ulteriore che anche i custodi della Memoria avrebbero un loro prezzo

Ultimo commento

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    Negli ultimi 30-40 anni la Resistenza è rimasta uno specchietto per allodole, molto utile:
    – per far parlare qualche parlamentare del PD in aprile,
    – da attivare appena uno di destra rischia di vincere le elezioni,
    – per gli euro (vedi articolo).