HomePrima paginaEternit bisNuovo filone d’inchiesta. Per omicidio volontario

Eternit bis
Nuovo filone d’inchiesta. Per omicidio volontario

Bisognava attendere l’esito del processo di Torino, dove i due magnati dell’ex multinazionale a capo dei quattro stabilimenti Eternit italiani, tra cui Rubiera, sono stati condannati per disastro doloso e omissione di misure antinfortunistiche. Un secondo filone d’inchiesta è già pronto e la procura ci sta lavorando da tempo: è quello che richiamerà alla sbarra gli stessi condannati questa volta con l’accusa di omicidio volontario. Si passerà dunque dai reati cosiddetti collettivi all’individuazione dei casi solidi; l’Eternit-bis andrà dunque a valutare morte per morte ora attribuite all’esposizione da amianto. Un pool di medici ed epidemiologi dovrà chiarire quali siano i decessi addebitabili alla condotta degli indagati tra i circa 2200 fascicoli legati agli stabilimenti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Il numero delle vittime oggetto delle nuove indagini è destinato a calare drasticamente: alla fine, secondo i magistrati, non resteranno che circa la metà dei casi e la prescrizione sfoltirà ulteriormente la rosa nera dei deceduti le cui famiglie potrebbero essere da risarcire limitandosi forse ai decessi degli ultimissimi anni. Un nuovo filone di speranza anche a Rubiera dove l’amarezza per la sentenza dell’altro giorno è palpabile. I reati di molti anni di attività della ex-Icar sono stati prescritti e si cerca ora di capire su quali anni rivalersi in sede civile per ottenere giustizia anche economica

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.