HomeAttualitàEconomia, i numeri bocciano l’Italia e allarmano Reggio

Economia, i numeri bocciano l’Italia e allarmano Reggio

downloadE adesso c’è anche il mercoledì nero. L’Italia chiama, Reggio – purtroppo – risponde. Non è un dialogo tra sordi, ma tra malati.

La notizia del giorno è che il Belpaese sta tornando in recessione. Nel secondo trimestre del 2014 il Pil è calato dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi, quando la contrazione era stata dello 0,1%. E’ il peggior secondo trimestre degli ultimi quattordici anni. Su base annua il prodotto interno lordo scende a questo punto dello 0,3%, per un valore reale di 340 miliardi di euro. Sforzi e promesse di crescita del governo Renzi finiscono sempre più nelle spire di una crisi economica che questa politica non pare in grado di governare. Il dato di oggi è tra l’altro peggiore di quello che gli analisti avevano previsto, e che si collocava in una forchetta tra il -0,1% e il +0,1.

Secondo l’Istat il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo mentre quello della componente estera netta è negativo“.

Il primo pompiere a intervenire, nella giornata di oggi, è stato il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, preoccupato di dover stoppare timori e strumentalizzazioni: “Nell’anno in corso non ci sarà alcuna manovra correttiva“.

I mercati, però, guardano più ai numeri che alle parole, anche se il Ministro ribadisce: “Il bonus da 80 euro è permanente, usatelo. Abbiate fiducia“. E infatti dalla Ue arrivano considerazioni non certo rosee: “Ci sarà un impatto negativo sui conti pubblici, con possibili ripercussioni sul tetto del deficit“.

In un contesto del genere non appare sorprendente che da Reggio Emilia giungano notizie pessimistiche. L’annuncio è di Unindustria, e non ha nulla di rassicurante: “Rallenta il recupero dei volumi di attività e si indeboliscono le prospettive di miglioramento del quadro congiunturale“; giudizio che emerge da un’indagine condotta dalla stessa unione industriali e secondo la quale, nel trimestre aprile-giugno, in provincia la produzione industriale ha registrato un aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando i segnali di un percorso di lento e graduale recupero emersi dalle dichiarazioni delle imprese rilevate nell’indagine precedente. Se non fosse che “la perdurante debolezza del mercato interno e il rallentamento della ripresa nell’eurozona sembrano ancora indebolire le prospettive di miglioramento del quadro congiunturale. La crescita dell’attività produttiva rimane infatti contenuta e trainata dalla domanda estera, che continua a risultare determinante per le imprese manifatturiere reggiane. Rallenta il recupero del fatturato: l’andamento dei ricavi complessivi ha registrato un incremento del 2,7% sull’analogo periodo dell’anno scorso, a fronte del 6,1% della rilevazione precedente. Il fatturato sul mercato interno è cresciuto di un modesto 1,6%,mentre il fatturato estero è sceso da un +7,0% del primo trimestre a un +3,2% nel secondo trimestre 2014″.

Qualche segnale di fragilità del quadro congiunturale – conclude il documento diramato da Unindustria – si delinea anche sul versante degli ordinativi acquisiti nel trimestre, non solo provenienti dal mercato interno ma anche dall’estero. Per i prossimi mesi, le aspettative degli imprenditori sono caratterizzate da un alto grado di volatilità ed incorporano un peggioramento del quadro congiunturale“.

Nella tabella sottostante i dati di un andamento che non lascia presagire molto di buono…

tabella

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.