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Dolci memorie

doppio_amarettoL’hotel Posta, il più antico albergo di Reggio Emilia e tra i più longevi in Italia, con la sua caffetteria che conserva gli arredi ottocenteschi dell’ antica pasticceria Nazzani come location, l’archivio della più antica fabbrica di biscotti in Italia: la Lazzaroni, famosa per i suoi tipici Amaretti di Saronno come soggetto, un grande fotografo d’arte, Marco Ravenna come autore. Da queste corrispondenze e relazioni nasce la mostra “La memoria della dolcezza” che si terrà a Reggio Emilia nella caffetteria dell’Hotel Posta, dal 5 maggio al 9 luglio in occasione del festival Fotografia Europea, dedicato quest’anno a “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”. La presentazione ufficiale dell’evento si svolgerà sabato 6 maggio alle ore 11.30 nel Salone dell’Hotel Posta alla presenza di Paolo Lazzaroni, Marco Ravenna e Mariacarla Terrachini.

Fotografo d’arte della migliore tradizione italiana, Marco Ravenna, con un progetto inedito, svela il mondo nascosto dell’ Archivio Lazzaroni; “un universo di dolcezze, di sapori unici che – afferma il fotografo – si fa intravvedere e svela le proprie meraviglie a coloro che hanno il desiderio di andare oltre le apparenze per godere di percorsi piacevoli non solo per il gusto”.

Si tratta di piccoli e grandi tesori, prodotti presidiati anche nella confezione con autentica passione dalla Lazzaroni: testimonianze materiali di un saper fare in continua evoluzione che si fanno portavoce di bisogni elementari e attese intemporali, di declinazioni culturali e sociali stratificate nel tempo, oltre che di tradizioni italiane d’eccellenza.

Gli scatti in mostra, come in un racconto letterario, grazie al contrappunto fornito da otto preziose scatole di latta di epoca liberty dell’archivio storico Lazzaroni, rafforzano la memoria di immaginari culturali e di riti sociali. E la sede dell’esposizione, la caffetteria in stile liberty, che conserva tuttora le attrezzature e gli arredi lignei (impreziositi dai dipinti di Cirillo Manicardi) del celebre caffè-pasticceria di Romualdo Nazzani, grazie alla forza della fotografia, si prepara a vivere la sua ennesima incarnazione, a divenire un teatro attivo dove il tempo fa cortocircuito e offre direzioni inaspettate e nuove che stimolano inevitabilmente il cuore del nostro presente.

Marco Ravenna, legato tuttora all’impostazione della fotografia analogica, con grande perfezione tecnica introduce ingrandimenti, riflessi e giochi di luce e di specchi per proiettare nel presente immagini di amaretti, biscotti, stampi, calendari, etichette, scatole, bozzetti, ritratti di donne ormai sedimentate nell’immaginario, per svelare la vita segreta delle cose, l’armonia delle forme e dei volumi, il mistero e la bellezza della luce, lo spazio impercettibile. Le sue fotografie risvegliano memorie, ricreano ambienti, raccontano storie, e diventano veicoli di un viaggio di scoperta di un passato carico anche di un possibile futuro.

Le ricercate scatole di biscotti litografate, simbolo della storia imprenditoriale del nostro Paese, infatti fanno capolino in numerose testimonianze letterarie italiane (Il catino di zinco di Margaret Mazzantini, Caccia al tesoro di Camilleri), mentre quelle in latta rossa degli Amaretti di Saronno sono presenti persino in film stranieri come Harry Potter e i doni della morte.

La mostra è realizzata in collaborazione con l’associazione Archivio Storico”Mario Lazzaroni”. Sponsor tecnico Leica Store Bologna.

“Dolcezza della Memoria” sarà aperta dal 5 maggio al 9 Luglio 2017 negli orari di apertura della caffetteria. Inoltre per tutta la durata dell’esposizione sono previsti ogni venerdì, alle ore 18, incontri gratuiti con l’ autore Marco Ravenna, con assaggi dei prodotti Lazzaroni. È sufficiente e necessario telefonare o inviare o un sms per confermare la prenotazione : tel. 329 9289397.

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Associazione Archivio Storico “Mario Lazzaroni” Saronno (Varese)

La Lazzaroni di Saronno è stata la più antica fabbrica di biscotti in Italia: i primi documenti in possesso risalgono al 1763 , anno in cui la famiglia ha dato vita ai primi Amaretti di Saronno, divenuti poi famosi in tutto il mondo. L’archivio conserva documentazione dalla fine del secolo XIX alla fine del secolo XX.

Nelle sale dell’antico Chiostro della Chiesa di San Francesco sono esposti diversi materiali (scatole in legno dipinte a mano, scatole di latta, etichette, collezioni di calendarietti a forma di biscotti, astucci, figurine), compresi quelli dedicati alla comunicazione (manifesti, posters, gigantografie e pubblicità varia), che hanno seguito le mode e l’evoluzione della grafica. Le centinaia di scatole di latta sono raggruppate per tematiche, mentre, attraverso le etichette, raccolte in album a partire dal 1870, è possibile ricostruire la storia d’Italia e gli Anni Santi. Vi è anche un’interessante collezione di bozzetti originali di varie epoche, in tempera o acquarello. In più, documenti di ogni genere, a partire dalla metà dell’ottocento, corredati da bilanci e relative relazioni che consentono una ricostruzione puntuale delle tante vicende vissute dalla Lazzaroni nel corso di più di due secoli.

Impastatrici, raffinatrici, depositatrici su teglie, miscelatori, incartatrici ed altro material dell’epoca, oltre agli stampi per il deposito delle ‘formine’ di pasta, sono tutti raccolti in due capannoni, a Saronno, presso il Museo dell’industria saronnese.

Marco Ravenna, nato a Correggio – Reggio Emilia vive a Bologna. Si è specializzato nel settore dei beni culturali italiani. Durante più di trent’anni di attività ha realizzato e organizzato importanti campagne fotografiche approdando alla creazione dell’archivio fotografico Marco Ravenna che oggi consta di oltre 50.000 scatti. Il carattere itinerante del lavoro ha portato l’ autore a specializzarsi nella fotografia fuori studio con allestimenti di set in ogni luogo. È stato docente presso l’Università di Urbino (ISIA). www.marcoravenna.it

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Hotel Posta. Il Palazzo del Capitano del Popolo, oggi Hotel Posta, è uno dei simboli di Reggio Emilia. La storia del Palazzo del Capitano del Popolo, ha inizio nel 1280. Poi nel corso dei secoli, ma soprattutto nel XVI secolo, il palazzo perde il suo ruolo di sede di funzioni pubbliche per assumere quello di alloggio per viaggiatori. L’attività alberghiera dell’Hotel Posta, ha inizio nel 1515, quando i rappresentanti del Comune, con il benestare del governo ecclesiastico, adibiscono il piano terra dell’edificio a botteghe e affittano i piani superiori ai fratelli Scaruffi per realizzare “Una bona et capace hosteria per i viandanti”. Chiamato all’inizio ‘Osteria del cappello, quindi ‘Osteria del cappello rosso’, diviene attorno al 1740 stazione di posta con il nome ‘Locanda della posta del cavalli’, poi ‘Locanda della posta’ e infine ‘Albergo della posta’. Da allora e per cinque secoli, attraverso contratti di affitto e passaggi di proprietà, il palazzo cambia molte volte la gestione senza però mai cambiare la destinazione alberghiera. Solo nel 1870 il Comune decide di vendere il palazzo ai fratelli Fontana, quindi ai Dallari e ai Marchesi. Eugenio Terrachini, dopo il suo acquisto nel 1919, negli anni trenta, seguendo le direttive della Soprintendenza dell’arte medioevale e moderna di Bologna, con il figlio Paolo, esegue una completa ristrutturazione dell’edificio che svelò l’originaria bellezza dell’antico Palazzo del capitano del Popolo, splendida testimonianza dell’architettura civile reggiana dell’età comunale. Tra le particolarità dell’hotel il bar che conserva, oltre alle decorazioni pittoriche di Cirillo Manicardi, gli arredi in stile liberty del caffè pasticceria di Romualdo Nazzani (inventore del Biscione Reggiano, dolce dei pranzi di Natale e di S. Stefano), importante luogo di confronto politico e culturale, oltre che di socialità e ristoro per la borghesia cittadina tra Otto e Novecento.

Dal 1919 la proprietà è rimasta sempre la stessa famiglia Terrachini-Sidoli che ancor oggi porta avanti la tradizione.

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