HomeAttualitàDelitto Rombaldi, nuovo colpo di scena al processo

Delitto Rombaldi, nuovo colpo di scena al processo

Pietro Fontanesi

Pietro Fontanesi

Un processo che va avanti a colpi di scena e pochissime certezze quello a carico dell’ex vigile urbano Pietro Fontanesi, accusato di aver sparato la notte tra il 7 e l’8 maggio 1992 al suo vicino di casa, il dottor Carlo Rombaldi. Il super perito incaricato di far luce su quella che avrebbe dovuto essere la prova decisiva, in un senso o nell’altro, il carabiniere Matteo Donghi dei ris di Parma ha consegnato in aula un risultato che di fatto non chiarisce alcunché.

La pistola di Fontanesi potrebbe essere quella che ha sparato ma anche no. E tutto ricomincia da capo. Ma un altro colpo di scena si è accavallato a quello relativo alla Smith&Wesson calibro 35 di proprietà dell’ex vigile urbano; il pubblico ministero Maria Rita Pantani infatti ha rivelato di aver saputo che il Fontanesi avrebbe raccontato all’avvocato Carmelo Cataliotti di essere in possesso dell’arma del delitto, quasi un’ammissione indiretta di colpevolezza. I legali di Fontanesi, Giancarlo e Giovanni Tarquini sono caduti dalle nuvole dicendo di non sapere nulla di quello che avrebbe dovuto essere invece di dominio pubblico richiedendo la presenza in aula, a deporre, dello stesso avvocato Cataliotti. Richiesta su cui il presidente del collegio giudicante, Francesco Caruso, si è riservato di decidere

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