HomePrima paginaDecadenza/2La lettera di Delrio: non potevo sottrarmi

Decadenza/2
La lettera di Delrio:
non potevo sottrarmi

Care cittadine e cittadini,
intanto grazie per le numerosissime dimostrazioni di affetto e di stima inviate in questi giorni da molti. Dal carissimo prefetto Antonella De Miro al paterno vescovo Camisasca fino alle famiglie e ai bambini che mi hanno inseguito per strada e abbracciato orgogliosi come si fa con un membro della famiglia che riceve un grande onore. Ed è proprio così.

Un grande onore e responsabilità a cui sono stato chiamato improvvisamente dal presidente della Repubblica e dal presidente Letta per far nascere un governo di servizio in un momento eccezionale della nostra vita repubblicana. Non potevo sottrarmi perché credo che in un momento così grave la politica debba innanzitutto almeno provare a dare risposte alla sofferenza delle famiglie e delle imprese. Avremmo voluto farlo in una condizione di dialettica democratica diversa, sia noi che veniamo dal centrosinistra sia coloro provenienti dal centrodestra, ma il risultato e lo stallo post elettorale non ce lo hanno consentito.

Ora proviamo a fare bene le cose che sappiamo fare. Credo che la mia chiamata sia anche un riconoscimento alla nostra città e a tutte le città, le province e le regioni italiane. Il riconoscere che dal territorio e dalla buona amministrazione rinasce una speranza per il paese. Quindi grazie a tutti voi. Ai cittadini imprenditori e dipendenti che fanno ogni giorno il proprio dovere, alle mamme che tribolano nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, agli studenti che si impegnano con passione e curiosità per un futuro che vorremmo fosse loro. Noi vogliamo essere al servizio vostro, rendere la vostra vita meno difficile di quanto non sia stata in questo ultimo anno di sacrifici. Speriamo davvero insieme di aiutare la nostra patria e specialmente coloro che non ce la fanno più. C’è un’attesa della povera gente che aspetta di essere accolta ricreando lavoro e crescita.

In queste ore così convulse ho cercato di rassicurarvi ribadendo la mia intenzione di non dimettermi dalla carica di sindaco e in ogni caso di rimanervi vicino. La legge prevede sia l’istituto delle dimissioni sia la procedura di decadenza del sindaco. Le dimissioni comportano lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta e il commissariamento della città fino alle elezioni della primavera prossima. La procedura di decadenza consente all’amministrazione comunale eletta di proseguire il suo cammino per i mesi che rimangono con gli organi democraticamente eletti e con la giunta e il programma che hanno ottenuto la fiducia dei cittadini.

Questa procedura ha tempi e modi regolati da una legge che si applica per la prima volta. Il sindaco di Padova ed io abbiamo deciso insieme di seguire questa seconda strada. Non l’abbiamo seguita per amore dei doppi incarichi, perché anche questa procedura avrà secondo le notizie ultimissime un percorso breve. Non per amore dei doppi stipendi, perché già oggi non ci sono. Ma per affetto alle nostre comunità che hanno bisogno di vedere realizzati gli impegni presi e di avere vicino amministratori e consiglieri comunali con cui discutere, litigare, proporre soluzioni.

Questa è l’idea che ho sempre avuto della mia città: una città adulta e responsabile che non ha bisogno di farsi commissariare perché non ha nulla da farsi perdonare sul piano della correttezza, del civismo e della buona amministrazione che da sempre l’ha caratterizzata. Sono nato in uno dei quartieri poveri della mia città, la Rosta vecchia, e sono cresciuto mentre cresceva il cantiere dell’ospedale.

Abbiamo affrontato insieme in questi anni la più dura crisi economica senza diminuire, anzi aumentando la qualità eccezionale del nostro sistema educativo, dei servizi alla persona, delle biblioteche e dei parchi. Abbiamo costruito insieme sempre più una città delle persone e per le persone. Io sono preoccupato per il peso e la responsabilità del nuovo incarico, nello stesso tempo penso a voi che, forse, in un momento così eccezionale, siete preoccupati per la città.

Ma abbiamo già impostato il lavoro. Penso ad esempio agli attesi programmi di asfaltatura e di manutenzione per l’estate. Già impostata è la politica dell’area Nord a partire dall’inaugurazione di fine mese della stazione medio padana e poi del Tecnopolo alle Reggiane. Già programmata la stagione dei Teatri e di Restate per farci sentire un po’ più a casa nelle bellissime piazze della nostra città. E così i servizi sociali e le iscrizioni per le scuole.

Fino all’ultimo giorno utile io sarò a fare il mio dovere di sindaco e dopo vi sarò vicino come ministro degli Affari regionali e delle autonomie. Domani sarò all’inaugurazione di Fotografia Europea. Lunedì visiterò come al solito una scuola. Dobbiamo garantire che nessuno dei nostri figli cominci la corsa della vita con un ritardo sugli altri. Non ci perderemo di vista. Abito a Reggio.

Graziano Delrio
sindaco di Reggio Emilia

Ultimo commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.