HomePrima paginaCrepuscoloL’onta e la diaspora: il triste destino dei duri e puri

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L’onta e la diaspora: il triste destino dei duri e puri

Ci sono arrivati percorrendo strade molto lontane ma alla fine hanno imboccato il viale del tramonto insieme. Quello che sta accadendo a Reggio e in Emilia a Lega Nord e Italia dei Valori è il paradigma del declino delle due forze politiche rimaste a fare opposizione al governo dei tecnici. Dalle barricate all’onta delle inchieste e ai sacchi della spazzatura.

Del Carroccio a Reggio non è rimasto nulla. Da queste parti non si è mai vista l’ombra di un maroniano e l’onda lunga delle inchieste romane sulla Bossi family, dopo avere spazzato via la leadership di Angelo Alessandri, alla fine ha fatto tabula rasa di tutto lo stato maggiore locale. Qui della ramazza di Bobo non vogliono neanche sentire parlare e in 24 ore hanno lasciato Francesca Carlotti, i capigruppo in Comune e Provincia Giacomo Giovannini Stefano Tombari, il sindaco di Viano Giorgio Bedeschi e il suo assessore allo sport Barbara Rompianesi. Via anche i consiglieri comunali Andrea Parenti e Serafino Irali, il consigliere provinciale Riccardo Molteni, il capogruppo di Carpineti Mirco Costetti.

Tutt è avvenuto con impressionante rapidità se si considerano i successi del recente passato a Reggio e in Emila: dal 17% ottenuto nel 2009 da Alessandri, allora segretario dell’Emilia, nella corsa a sindaco di Reggio al 15% incassato dal partito alle regionali nel 2010. Oggi di quella storia non resta più nulla. C’è qualcosa di donchisciottesco nelle dichiarazioni dei protagonisti che oggi se ne vanno sbattendo la porta: “Nessun ripensamento o svolta politica, semmai un ritorno alle origini. A Pontida e non al Lingotto», hanno tuonato Giovannini, Tombari e la Carlotti, rimarcando che “a tradire non siamo stati noi, ma la Lega che è cambiata”. No, la Lega almeno qui a Reggio non è cambiata, semplicemente non esiste più.

Non sta meglio di salute l’Italia dei Valori. L’immagine dei sacchi della spazzatura che escono di notte dalla Regione è l’immagine più efficace di quello che sta accadendo, a prescindere dal fatto che si tratti di rusco maleodorante e indifferenziato o di documenti top secret. La vicenda non è solo fantozziana, ma pare l’ultimo capitolo di una storia di trame, vendette trasversali e dissidenze. Matteo Riva – cacciato dal partito nel 2011 e ora comodamente seduto in consiglio regionale nel gruppo misto – dopo avere raccontato la storia dell’immondizia, sarebbe pronto a fondare un nuovo movimento, mentre Marco Fantini, assessore provinciale con delega a sanità, casa e servizi sociali è pronto ad andarsene. Prima però non ha mancato di denunciare “emorragia a tutti i livelli istituzionali, dal Parlamento Europeo a quello nazionale”.

Anche qui si guarda l’orologio con rassegnazione, c’è aria di smobilitazione. Siamo al si salvi chi può.

Ultimi commenti

  • Fantini ogni due anni cambia partito da quando è maggiorenne, non è una gran novità…

  • Leggo con divertito stupore che si sono dimessi tutti quelli che a giugno 2011 hanno votato per la mia espulsione dalla Lega Nord! Alcuni sembra per passare ad altri partiti o movimenti antagonisti alla Lega.
    Che dire … secondo il dimissionario segretario Gabriele Fossa avevo “fatto politica per obbiettivi personali” … (già querelato), mentre invece spendevo soldi miei, il mio tempo, sacrificavo il mio lavoro per fare buona politica per la nostra gente.

    A distanza di tempo è come essere stati rimproverati di “pensieri impuri” … da parte di un prete pedofilo ! (Consentitemi la metafora)
    Sentire un Giacomo Giovannini che dice “non c’è più democrazia interna” proprio lui che mi urlava in faccia: “all’interno del partito la democrazia non vale!” Mah ?!

    Ora un membro del direttivo provinciale ha ventilato la possibilità che io “rientri” nel movimento e riprenda in mano la Lega Nord in montagna. (uno di quelli che si stese come uno zerbino e votò la mia “espulsione” solo un anno fa!)
    A parte che mi dovrebbero chiedere scusa pubblicamente, non solo ora è troppo tardi, ma con dei “coglioni” del genere (intesi “politicamente”) non mi voglio più imbrancare!

    Alessandro Raniero Davoli