Courage: il Vescovo precisa. Ma il Pd annuncia interpellanze

L’ultima in ordine di tempo a gridare “alla discriminazione nel giorno in cui si ricordano i diritti umani” è l’onorevole reggiana 5 stelle Maria Edera Spadoni. Il servizio del settimanale L’Espresso sulla presenza anche nel nostro comune capoluogo di un’associazione legata alla Chiesa cattolica, Courage, che si rivolge alle persone omosessuali per “aiutarle a vivere secondo gli orientamenti” della stessa Chiesa, ha sollevato un polverone di interventi e prese di posizione specialmente sui sociale network.

Tanto che lo stesso Vescovo Massimo Camisasca è intervenuto col suo ufficio stampa per precisare che le persone in questione si rivolgono volontariamente all’associazione “per essere aiutati a vivere nella preghiera, nella meditazione della Sacra Scrittura e nella castità”, secondo dunque gli insegnamenti del Catechismo e non seguono nessuna terapia riparativa. Il problema vero, secondo Camisasca, è che molti di loro “siano stati violati pesantemente nella loro privacy”. La difesa della Curia non è però bastata a placare gli animi e diversi consiglieri comunali Pd hanno annunciato interpellanze sul caso in sala Tricolore. Mentre gli assessori Valeria Montanari e Raffaella Curioni hanno preso una chiara posizione (che riportiamo tra gli interventi in home page). Anche Federconsumatori (Cgil) è scesa in campo con un comunicato parlando della “truffa di Courage e bufala della cura”. Anche i consiglieri regionali Gabriele Delmonte (Lega Nord) e Silvia Prodi (Pd) si sono schierati contro l’associazione di stampo cattolico, per non parlare dei circoli Sel e dell’associazione Arcigay e lesbiche Gioconda.

La presente testata, nelle sue linee generali, considera alla stessa stregua le coppie etero e quelle omo (così come non vede differenze morali discriminanti tra i gusti sessuali e sentimentali differenti) e con la necessità di avere gli stessi diritti anche civili. Ma non si capisce perché, in nome di quella libertà totale che gli allarmati di cui sopra pretendono di rappresentare in nome di tutti, liberi cittadini credenti non possano rivolgersi dove più gli aggrada per avere, dal loro punto di vista, un aiuto sul piano della fede praticata. Ammesso che Courage et similia non violino leggi né i principi della Costituzione.

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