HomeAttualitàCoopsette: inizia il count-down per il salvataggio o sarà mobilità

Coopsette: inizia il count-down per il salvataggio o sarà mobilità

Resta poco tempo: meno di 40 giorni per Teleya, 4 mesi per Methys poi scatterà la mobilità (le procedure sono già avviate). E’ questa la situazione dei 50 lavoratori Methys (erano 83) e dei 48 Teleya (erano 66), i due rami d’azienda metalmeccanici di Coopsette.

“I tempi stringono” – sottolinea Sergio Guaitolini, Segretario generale FIOM di Reggio Emilia. “E’ finito il tempo delle parole: Teleya è ferma da più di un anno, Methys si fermerà a fine febbraio anche se ha ancora rapporti, ordini e quindi reali possibilità di proseguire l’attività. Ma il tempo non è una variabile indipendente e le nuove norme sugli ammortizzatori sociali hanno di fatto ridotto le coperture che, per Coopsette, sono in scadenza”. Il sindacato ha chiesto al Commissario la possibilità di un ulteriore esercizio provvisorio dell’attività ma la risposta è legata a reali proposte di acquisizione vincolanti che non sono arrivate, come non arrivò quella da Atikram srl, la newco dentro la quale si è sancito il “matrimonio d’affari” Coopsette-Unieco.

“Errori gravissimi della dirigenza hanno dilapidato un patrimonio finanziario (10 anni fa Coopsette era tra le aziende più patrimonializzate d’Europa) ed ora stanno dilapidando un capitale umano e di professionalità” dice ancora Sergio Guaitolini. “Tante parole, nessun fatto concreto, nessuna proposta irrevocabile di acquisto. Chiediamo a Legacoop di Reggio Emilia di farsi tramite, a livello nazionale, per salvare quel poco che rimane delle Cooperative di produzione. Ricordiamo i fallimenti CMR, Orion, CCPL, OpenCo; Coopsette è alla stretta finale e Unieco in concordato, senza contare le piccole coop, come Mecoop”.

Dopo questa richiesta pubblica di “dare seguito alle parole”, in mancanza di atti concreti la FIOM preannuncia una manifestazione/presidio davanti alla Lega delle cooperative per la prossima settimana. “Il principio della mutualità, alla base del movimento cooperativo deve trovare reale risposta in questi momenti per non scaricare solo sui soci lavoratori gravi colpe della dirigenza”.

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