HomeReggioOmicidio MorettiYlenia è libera. Lo zio resta in carcere: “non voleva uccidere”

Omicidio Moretti
Ylenia è libera. Lo zio resta in carcere: “non voleva uccidere”

Ylenia Moretti

L’omicidio di Rodolfo Moretti non smette di riservare colpi di scena: Ylenia Moretti è libera. Per la ventenne accusata insieme alla madre Roberta Franchi di avere assoldato un killer per uccidere il padre il giudice Massimo Ghini ha deciso la revoca degli arresti domiciliari.

Dal momento che il padre di Ylenia è morto, non c’è più pericolo che il reato di cui è accusata la giovane,  tentato omicidio, si ripeta:  questo il motivo de provvedimento del tribunale. Provvedimento che va nella direzione opposta rispetto alla richiesta del sostituto procuratore Luciano Padula di ripristinare il carcere per Ylenia. La madre Roberta per il momento resta agli arresti domiciliari a Reggiolo, almeno fino a quando il suo avvocato non presenterà la richiesta di revoca della misura cautelare.
La ragazza si trovava dal marzo scorso a casa degli zii a Gazoldo degli Ippoliti, nella Bassa mantovana. Ora sarà presa in carico dai servizi soclali, mentre il fratello quattordicenne è stato affidato agli zii materni.
Intanto in mattinata in tribunale a Reggio si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto di Matteo Zanetti, il 43enne cognato della vittima che ha confessato il delitto. Davanti al giudice ha parlato per ore dicendosi “pentito” e che il suo intento sarebbe stato solo quello di “spaventare” e non uccidere Moretti con cui aveva litigato qualche giorno prima. Per lui il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Nei prossimi giorni saranno ascoltati i parenti come persone informate sui fatti.
L’autopsia nel frattempo ha confermato la dinamica dell’uccisione: un solo colpo, ma micidiale perché caricato con proiettile da cinghiale, espoloso da una distanza di circa 8 metri. Colpo da fucile che ha provocato su Moretti tre lacerazioni mortali. Domenica mattina infine i funerali i chiesa di Rodolfo Moretti; per ora non ci sono altri indagati

Ultimo commento

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    Quello che mi fa rabbrividire di più è che nessuno, in Italia, può considerarsi più al sicuro, se la giustizia dei tribunali non interviene subito in questo caso con la massima durezza immaginabile. Qui ci vuole l’ergastolo per omicidio e pene assolutamente inflessibili per favoreggiamento e istigazione. Nessuna giustificazione sociologica, nessun permesso ai colpevoli di attingere i beni della vittima! Solo questa mi appare l’unica diga contro il dilagare dell’ondata. Altrimenti, si tratterà di un mero calcolo delle probabilità: basti che io, uno tra tanti, abbia un figlio con alcuni grilli per la testa, una moglie spendacciona e risentita, qualche parente acquisito che non mi può sopportare, e da ora in poi mi posso pregustare la mia pallottola da cinghiale dentro il midollo, nell’indifferenza del mondo intero, e ben mi stia. E’ uno scenario da non dormirci più la notte!
    Forse vaneggio. Ma intanto, guardate che fine ha fatto Rodolfo Moretti, questo sventurato.