HomeAttualitàC’è Ottavia. L’erede di Beppe Pagani in Regione è la giovane Soncini

C’è Ottavia. L’erede di Beppe Pagani in Regione è la giovane Soncini

ottavia e renzi

La camposamarottina Ottavia Soncini col leopoldo Matteo Renzi

C’è un momento di leggero imbarazzo nella conversazione-intervista con Ottavia Soncini, da poco iniziata alla politica si dice (ma lei non conferma) per diretta volontà del leader maximo Matteo Renzi sotto la pressante mediazione di Graziano Delrio. Alla domanda iniziale sulla cartellonistica col suo volto di cui è tappezzata la città in pratica fino a Rivalta “chi paga?”, il collegamento telefonico si interrompe improvvisamente. Ottavia Soncini inanella una serie di “pronto mi sente?”, poi il silenzio. Lì per lì l’attempato interlocutore che pensa sempre male facendo cattolico peccato, crede trattarsi di un modo classico per prendere un po’ di tempo. Ma no, conoscendo i servizi del Bel Paese ci sta un provvidenziale blackout.

Risposta: “il partito paga gli spazi pubblici, poi io rimborserò i soldi”. Ovvero paga lei. “Assieme al mio Comitato renderemo pubblici tutti i conti della campagna elettorale”. Sì perché i “faccioni” di Ottavia Soncini campeggiano in ogni qual dove quasi a voler recuperare proustianamente il “tempo perduto” della mancata visibilità in vista di elezioni regionali a breve e che si preannunciano competitive come non mai. Insomma roba da professionisti scafati e con chili di pelo sullo stomaco più che signorine dagli impeccabili cursus studiorum dal laboratorio di Campo Samarotto, evoluzione ecumenica della scuola di politica delle Acli.

ottavia e gazza

Ottavia Soncini e Massimo Gazza spiccano in mezzo al gruppo camposamarottino

Eppure la Soncini ha tutte le carte in regola (si dice così?) per farcela: è lei l’outsider del Pd reggiano su cui puntano le strategie di una parte, quella catto-dem, l’ala post-margheritica anche geo-culturalmente parlando, che appare ancora vincente nel partito sulle macerie dei residui del Pci. Giovane, 28 anni, di Albinea dove vive coi genitori (la madre, insegnante, è presidente dell’associazione che lavora nel campo della disabilità “Valore aggiunto”, il padre, medico, presta servizio anche all’Hospice di Montericco “Madonna dell’Uliveto”), laureata in giurisprudenza e abilitata per affrontare il difficile concorso da magistrato, già impegnata in consulenze con l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, già consigliera comunale, fidanzata con Massimo Gazza, sindaco di Boretto. Leggasi un pedigree inattaccabile, quasi da “predestinazione”: sostenuta cioè dal mondo giovanile, dell’associazionismo, dal volontariato e non da ultimo da “calibri” del partito quali C’è Beppe Pagani, oltre ai già citati, che le ha scaldato in questi anni lo scranno di Bologna.

Si dice “renziana della prima ora”, non come il grosso dell’attuale leadership folgorata sulla strada di Firenze per motivi di mantenimento della poltrona, “ma anche della seconda”. Infatti è fortemente convinta della bontà di tutto quello che il Governo sta facendo. Con uno slogan che ripete come un mantra: “Renzi sta cercando di ridare speranza all’Italia”. Ed anche se gli indicatori lo stanno bocciando ancor più dell’era Monti, divenuta ormai sinonimo di declino tecnico, “i risultati si vedranno a medio-lungo termine”. Così sulla riforma del lavoro e la cancellazione dell’articolo 18, “il Jobs act tutela il lavoratore più del posto di lavoro”, sulle unioni gay, “la mediazione che sta facendo l’esecutivo è quella corretta per i tempi”, sugli 80 euro, “un esempio di come intendere la politica come bene comune” e via di questo passo.

rossi pagliaccio

Andrea Rossi ha preso con ironia i “burloni” che hanno aggiunto un naso rosso ai suoi manifesti. Quelli del comitato di Ottavia Soncini assicurano di non essere stati…

“Io prenderò parte alla Leopolda – dice quasi in risposta a Silvia Prodi che invece sfilerà con la Cgil – e a chi si è lamentato nel partito per non essere stato candidato (il riferimento è a Sonia Masini) rispondo che a volermi sono stati i comitati renziani, soprattutto i giovani, cioè il futuro del partito e del Paese”. E’ di una serena perentorietà la risposta finale della Soncini la cui immagine sui manifesti (curati dallo studio grafico Salsi, specializzato nelle campagne elettorali catto-dem) restituisce un look un po’ demodee ma scelta tra un elite che vuol essere popolare, con uno slogan “La Regione semplice e pulita” da riformismo trattenuto o progressismo moderato. Che il sangue scorra dunque, ma rigorosamente nelle vene. Che il sistema non ha bisogno di embolie.

Ultimi commenti

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    finalmente un articolo serio non come quello di 24sfango.it o come cavolo si chiama

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    non capisco cosa c’entrino tutti questi leopoldi

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    Questa candidata secondo me ha tutte le carte in regola per rappresentare il mondo cattolico

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    che dice don Carlo, io son stato suo chierichetto ma questa Ottavia è fuffa pura

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    Anch’io vorrei entrare nel novero dei predestinati, dove posso fare domanda?