HomeAttualitàLigabue risponde agli animalisti: “Mai più pellicciotti”

Ligabue risponde agli animalisti: “Mai più pellicciotti”

image (1)Ricorderete, pochi giorni fa, il blitz degli attivisti di Centopercentoanimalisti, calati nottetempo a Correggio per tappezzare il paese con manifestini recanti la dicitura “Ligabue, perchè?” a fianco di un’immagine del cantautore in pelliccia (immagine tratta dal video della sua canzone “Siamo chi siamo”). Ligabue non risponde. Sembrava morta lì.

E invece no. Gli animalisti spulciano la pelliccia, e cosa trovano? Uno strano incrocio tra il rocker (e con lui suo fratello) e lo stilista Roberto Cavalli: “Marco Ligabue, fratello meno notoscrivono gli attivisti sul loro sito – ha presentato (maggio 2014) il suo primo disco da solista al Just Cavalli di Milano, il cui proprietario è, naturalmente, Roberto Cavalli, che alcuni giorni dopo l’uscita del video del Liga “siamo chi siamo” (settembre 2014), ha rilasciato un’intervista a “Uomo Vogue” dichiarando che tra i suoi vip privilegiati (e sponsorizzati) c’è Luciano Ligabue”.

E allora via… nuovi manifesti e nuovo blitz tenebroso nella città natale di colui che perde il pelo personale ma non il vizio di quello animale. Gli attivisti stampano immagini del Liga, del fratello e di Cavalli, sostituendo la formula interrogativa con quella assertoria: LIGABUE… NESSUN PERCHE’… ORA E’ TUTTO CHIARO.

Stavolta però Luciano Ligabue non fa mancare la sua replica, affidandola al proprio profilo Facebook, dove scrive: “Volevamo un filmato leggero, che fosse capace di strappare un sorriso e allora ho deciso di mettermi in gioco chiedendo alla costumista di trovare gli abbigliamenti più balordi e assurdi che avrebbe potuto. E così per la prima volta in vita mia ho indossato boa di struzzo, salopette, giacche fluorescenti, cappelli, occhiali colorati anni sessanta e, per l’appunto, un pellicciotto“. Una premessa cui segue la promessa: “Penso che se qualcuno avesse mai la malsana idea di comprare un pellicciotto, vedendo quanto ridicolo risulti addosso a me, se ne guarderebbe bene dal farlo. Detto questo per lo stesso motivo per cui non ne ho mai indossato uno in passato (se non per il gioco di questo video) è evidente che non lo farò mai in futuro“.

E la sponsorizzazione? Il Liga se la dimentica. Ci pensa il suo management, in calce: “A integrazione della lettera aperta di Luciano voglio precisare – scrive Claudio Maioli – viste le insinuazioni di questi giorni, che Ligabue non ha nessun contratto commerciale o di sponsorizzazione con alcuno stilista“.

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