HomeAttualitàBuonuscite Iren, ora lo scontro è istituzionale

Buonuscite Iren, ora lo scontro è istituzionale

iren-sede-torino-33Chi dice Iren dice polemica. Ormai il catalogo dei proverbi dovrebbe aggiornarsi.

Ora è la volta della buonuscita riservata all’amministratore delegato dell’azienda, Nicola de Sanctis, liquidato con la consolazione di 900mila euro (dopo solo un anno e mezzo di servizio), più 50mila euro di bonus maturato sui risultati del 2014. Più qualcos’altro: De Sanctis infatti esce dalla porta e – dopo aver messo in banca il gruzzoletto – rientra dalla finestra sottoscrivendo con Iren un contratto di advisoring fino al 31 dicembre 2014 dell’importo di 400mila euro, mentre l’azienda ha già provveduto a nominare il nuovo amministratore delegato.

Iren pagherà due amministratori delegati!” tuona oggi la Cisl, che rimarca problematiche come quelle per le quali “continua ad aumentare il costo del servizio rifiuti, sale la bolletta del gas e il costo del servizio idrico. Un esborso, ad esempio, calcolato in 130 euro in più all’anno a famiglia, solo per le bollette idriche” e chiede ai sindaci proprietari del 51% di Iren di “sospendere il maxi pagamento e individuare stipendi più ‘etici’ “.

I sindaci reggiani, dal canto loro, erano già intervenuti sulla vicenda. Nella giornata di ieri Alessio Mammi, sindaco di Scandiano nonchè coordinatore del sub-patto di sindacato dei sindaci reggiani Iren, ha inviato all’azienda una lettera in cui non si ritiene che “vi possano essere automatismi sull’entità della buona uscita. In questo caso, infatti, la cifra prevista è da considerarsi fuori misura in senso assoluto. Tale buona uscita risulta essere, oltre che esosa, discutibile, poiché l’interruzione del rapporto di lavoro avviene prima della scadenza del contratto sulla base di un accordo tra le parti. Per tali ragioni, occorre che Iren apra un confronto con l’amministratore delegato uscente, al fine di ridurne sensibilmente l’importo“.

Ma se i nostri sindaci si mostrano pronti nello strapparsi le vesti di fronte all’opinione pubblica, diversamente sembrano andare le cose quando si tratta di assumersi l’onere delle decisioni. Almeno stando alle parole di un azionista di Iren, Francesco Fantuzzi, cho oggi afferma: “Come non condividere il pensiero del sindaco di Scandiano? Peccato, tuttavia, che lo stesso Mammi, presente il 18 giugno all’assemblea dei soci, non abbia dato alcuna coerenza al suo pensiero: quando infatti ho posto la questione all’assemblea, in qualità di piccolo azionista, egli ha scelto di astenersi, mentre alcuni suoi colleghi, forse gli stessi che oggi si indignano assieme a lui, hanno votato a favore. Con buona pace dei cittadini che li hanno votati“.

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