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Morto l’ex sindaco Ugo Benassi. In prima linea contro l’apartheid

Con Ugo Benassi, 83 anni, se ne va un’altra figura d’amministratore d’altri tempi; assieme a quella, recente, di un altro ex sindaco Renzo Bonazzi. Benassi non è sopravvissuto ad un malore, che lo ha colto nella sua casa di via Luthuli a Reggio nonostante l’arrivo degli uomini della Croce verde. Sindaco di Reggio dal ’76 all’87, durante il suo decennio sono state realizzate numerose opere pubbliche, in precedenza assessore e vice-presidente della Provincia, ha portato avanti come mai nessuno prima la politica dei gemellaggi e dell’apertura della sua città ai grandi temi sociali, come la lotta all’apartheid, basti pensare alla firma del patto d’amicizia con l’African national congress. In particolare negli anni ’70 Reggio ebbe un ruolo di primo piano nella promozione dei movimenti di lotta al colonialismo e alla segregazione razziale. Nato a Valestra di Carpineti nel ’28, Benassi iniziò giovanissimo la sua carriera politica nel Pci fino ad arrivare, nel 1987, in Senato dove sedette per una legislatura. Il suo impegno da amministratore continuò come assessore regionale, presidente delle Farmacie comunali, consigliere della fondazione “Manodori” e presidente dell’Istituto Cervi. Poi, come spesso si lamentava, il mondo politico e amministrativo che oggi lo piange lo aveva messo un po’ in disparte. Ma lui continuava a frequentare convegni e appuntamenti importanti e analizzava l’attualità dalla pagine web del suo blog il cui ultimo scritto risale alla tarda mattinata di ieri. Esprimeva disappunto per non essere stato invitato al ricevimento della delegazione di Fort Worth, cittadina americana con cui lui stesso aveva stretto gemellaggio. I funerali lunedì 19 dalle 14.30 al cimitero nuovo, giorno in cui sarà proclamato lutto cittadino

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One Response to Breaking news
Morto l’ex sindaco Ugo Benassi. In prima linea contro l’apartheid

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    sconsolato 18 Settembre 2011 at 11:53

    Il buon vescovo Gilberto ed il buon compagno Ugo probabilmente in privato si davano del tu; avevano gli attributi per far «rigare dritto» – ognuno col suo stile, la sua competenza e la sua autorità – tutta Reggio. Che rispondeva: obbedisco. Ma era un obbedisco non di regime, ma di fiducia sul buon senso che la coppia sapeva esprimere. E soprattutto avevano, ciascuno il suo, il polso di quello che era il comune sentire dei reggiani.
    Adesso si può certamente dire che, con la morte del compagno Ugo, si è estinta la classe degli Amministratori con la “A” maiuscola.
    A noi rimangono le desolazioni e le miserie dei malagoli, delle masini, delle barbati, dei caprioli & ghizzoni, degli archietti foscolo, dei rotariani rampanti, dei cavalieri mantellati di ogni ordo, eccetera eccetera, ma tanto eccetera eccetera.