HomePrima paginaBraccia incrociateI lavoratori della Orion guidano lo sciopero generale

Braccia incrociate
I lavoratori della Orion
guidano lo sciopero generale

C’è la protesta contro un “mercato che non ha risolto i problemi che ha cerato”, ma c’è soprattutto la rabbia per una situazione economia che sta mettendo in ginocchio le aziende reggiane. Non è un caso se in testa al corteo c’erano i lavoratori della cooperativa Orion, il gigante dell’edilizia sull’orlo del crac che ha già fatto richiesta  di concordato preventivo. Le grandi questioni di economia internazionale si sovrappongono ai problemi di casa nostra nel giorno dello sciopero generale proclamate dalla Cgil  “per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità”. Un’iniziativa che si è svolta nell’ambito della giornata di mobilitazione europea  indetta dalla Ces, la Confederazione europea dei sindacati, con manifestazioni in tutta Europa e scioperi generali in Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. Nessun disordine a Reggio, a differenza di altre città italiane dove si sono verificato scontri con la polizia.

LE IMMAGINI DELLA GIORNATA

Non cambia nella forma il rito del corteo, ma questa volta davanti a tutti ci sono i lavoratori di una grande cooperativa reggiana e questo la dice lunga sui tempi che corrono. Il corteo è partito da Viale Montegrappa alle 9, è passato sotto la sede degli Industriali e si è concluso in piazza Prampolini.  “Cambiare si può e di deve: —  ha detto nel corso del suo intervento il segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio Guido Mora – occorre sconfiggere l’ideologia che finora ha imposto la compressione dei salari, l’intensificazione dei ritmi e degli orari di lavoro e quindi l’emarginazione del sindacato e della contrattazione collettiva, come ricetta prevalente per affrontare la crisi”.

Un allarme condiviso dall sindaco Delrio, anche in veste di presidente dell’Anci, che ha dichiarato: “Se restano questi tagli e questo Patto di stabilità, sarà crisi irreversibile. Il governo deve ripristinare equità e dare più autonomia agli enti locali”. E sull’Imu. “Lo stato non si appropri dell’imposta ma la riversi totalmente ai Comuni”.

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