HomeAttualitàImu e Irpef: Modena no, Reggio sì. Cugini diversi

Imu e Irpef: Modena no, Reggio sì. Cugini diversi

Le amministrazioni comunali cercano di divincolarsi dalla morsa stringente del Governo che, da un lato, taglia i finanziamenti e, dall’altro, impone rigorosi obiettivi sul versante delle entrate. Il “modus operandi” dei Comuni per far fronte alle richieste statali varia da città a città: c’è chi taglia le spese e chi, invece, usa l’arma del fisco.

Il caso in questione riguarda Reggio Emilia e Modena, Comuni che hanno da poco approvato i propri bilanci preventivi per il 2013 (il 24 giugno il primo, l’1 luglio il secondo) e che devono sopperire ad un’analoga flessione delle entrate: 9 milioni di euro. La differenza sta nel fatto che, per fronteggiare queste carenze finanziare, a Modena è stata scelta – come affermato da Sindaco Giorgio Pighi – “la strada di non toccare tasse e tariffe ma operare una razionalizzazione forte delle spese dell’ente”, mentre a Reggio ci saranno gli aumenti di Imu e Irpef a pesare sulle spalle dei cittadini.

Più in dettaglio, sebbene restino inalterate rispetto al 2012 le aliquote Imu sulla prima casa (il cui pagamento è attualmente sospeso) e sui fabbricati produttivi come opifici, capannoni industriali e laboratori artigianali, in contrasto con l’introduzione di agevolazioni per negozi e botteghe utilizzati direttamente dai proprietari (per cui l’aliquota passa dall’ 1,06% allo 0,96%) ci sarà un aumento dell’uno per mille sulla seconda casa; per quanto riguarda l’Irpef, invece, l’incremento dell’addizionale colpirà i redditi superiori ai 28.000 euro (confermate l’esenzione totale per i redditi fino ai 15.000 euro e l’aliquota media per quelli fino ai 28.000).

Il Consiglio Comunale ci tiene a sottolineare che “non ci sono aumenti indiscriminati ma incrementi solo per chi ha redditi elevati o patrimoni significativi”.

Nonostante entrambe le città abbiano limato sia le spese relative al personale (2 milioni di euro in meno sia a Reggio che a Modena e blocco totale delle assunzioni nella prima) sia le spese generali (pulizia degli uffici compresa), la scelta reggiana della pressione fiscale selettiva ha fatto sorgere qualche malumore tra i cittadini.  Chissà che qualche reggiano non abbia per un attimo invidiato i vicini modenesi?

 

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