HomePrimo pianoArticolo 18, la Fiom scettica. Bondi: non ci fermiamo

Articolo 18, la Fiom scettica. Bondi: non ci fermiamo

Valerio Bondi e Mirto Bassoli al corteo

La Fiom non ci crede. L’apertura del governo sull’articolo 18 non convince il sindacato che pretende maggiori garanzie. In caso contrario la mobilitazione va avanti, assicura il segretario provinciale Valerio Bondi. “Al momento abbiamo visto solo un testo informale che deve essere approfondito – dice – il passaggio che riguarda l’articolo 18 lascia aperti molti dubbi. E’ evidente che se il reintegro nei casi di licenziamento per motivo economico fosse reintrodotto si tratterebbe di una novità importante. Ma attendiamo di avere garanzie. Per il momento la mobilitazione prosegue”.

In serata, giunge anche la presa di posizione del presidente degli Industriali, Stefano Landi, che si dice deluso e parla di riforma “confusa e timida”.

Il braccio di ferro tra governo e sindacati dunque continua. La Fiom mercoledì a Reggio ha mostrato una capacità di mobilitazione notevole: alla manifestazione hanno partecipato secondo la Questura 8mila persone che hanno occupato la tangenziale, bloccato il casello e paralizzato il traffico. I momenti di tensione, però, non sono mancati: una parte dei manifestanti avrebbe voluto occupare l’autostrada, quando i dirigenti sindacali hanno preso la parola non sono mancati fischi e contestazioni, in alcuni casi si è sfiorata la rissa. La situazione appare più che mai tesa e il fronte del movimento non è immune da divisioni.

“Noi ci eravamo dati degli obiettivi, – prosegue Bondi – quando ho preso la parola prima del corteo ho detto chiaramente che avremmo occupato la tangenziale e impedito l’accesso al casello, ma che non saremmo entrati in autostrada per ragioni di sicurezza. Certo ci sono stati momenti di tensione dovuti ad una situazione molto difficile, ma siamo stati capaci di governare la manifestazione e non sono avvenuti incidenti. La polizia non è mai dovuta intervenire. Sono soddisfatto perché la mobilitazione è stata imponente, ma è rimasta entro i limiti della legalità e della democrazia. Noi vogliamo dire al governo che non ci fermeremo fino a quando non ci sarà una normativa chiara e un testo definitivo”.

Dopo la manifestazione di ieri non sono mancate le polemiche. Numerosi i disagi che si sono registrati a causa del blocco della circolazione e della chiusura del casello. “Ma l’attacco che stiamo subendo è senza precedenti – dice il segretario della Fiom – stanno mettendo mano ai licenziamenti e sono migliaia i posti di lavoro che possono saltare. Non vogliamo sequestrare i cittadini, ma manifestazioni di questa portata, che interessano tutto il Paese, non possono avvenire all’interno dei cortili delle fabbriche. Ripeto: tutto è avvenuto nei limiti della legalità e della dialettica democratica. Mi dispiace per il disagio che inevitabilmente si crea, ma devo dire che abbiamo ricevuto anche la solidarietà di molti automobilisti fermi in coda.

C’è un rischio escalation se alla fine non si troverà un accordo con il governo? No, secondo Bondi che conclude: “Non vedo questo pericolo, no c’è l’intenzione di provocare disordini ma solo di fare ascoltare la voce dei lavoratori. Siamo pronti ad un accordo con il Governo, a patto che non agisca in modo unilaterale come è accaduto fino ad oggi”.

Landi: riforma confusa e timida

“Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro, nella  versione modificata dall’ultimo Consiglio dei Ministri, – afferma il presidente degli Industriali Stefano Landi – ci lascia perplessi e condividiamo lo sconcerto e la delusione già espressa dalla Presidente nazionale Emma Marcegaglia.

Per Landi è evidente “il delinearsi di una riforma nel suo complesso confusa e timida, quando a nostro parere occorreva più coraggio sul tema della semplificazione  e della reale praticabilità di una sana  flessibilità in entrata  e di una equilibrata, socialmente accettabile,  ma innovativa flessibilità  in uscita, evitando di incrementare i costi del sistema produttivo”.

“Così come sembra delinearsi oggi – prosegue – il provvedimento non pare potersi qualificare come una reale e incisiva riforma del mercato del lavoro capace di contribuire a rivitalizzare la capacità di sviluppo del Paese. Vale la pena interrogarsi, a questo punto, se non sia meglio lasciare perdere perché, un provvedimento gattopardesco, che introduca confusi, sterili  e inutili modifiche all’esistente non serve né alle imprese né ai lavoratori né al paese. L’Italia – conclude il presidente degli Industriali – ha bisogno di una buona riforma, concreta e moderna, diversamente bisogna ragionare se ha senso farla.

Ultimi commenti

  • Questo Bondi sembra un po’ un cavaliere dell’Apocalisse.

    Cavallo rosso, spada affilata: l’Ira della Camusso che si abbatte sulla Terra Reggiana.

    Siamo totalmente allo sbando.

    Robi da mat.

  • riforma peggiorativa rispetto l’esistente dal lato della impresa.

  • anche se ci diciamo tutti che abbiamo diritto a un lavoro non è che così si creano i posti di lavoro. il lavoro è un diritto ma per averlo occorrono imprese che competano e vincano. senza quelle di cosa parliamo? si ok, decidiamo che tutti abbiamo un lavoro. anzi decidiamo che tutti abbiamo uno stipendio da almenno 1500?1600? euro. vediamo cosa succede.