HomeAttualitàAppello di Vecchi alla città: scegliere da che parte stare

Appello di Vecchi alla città: scegliere da che parte stare

Sindaco-Vecchi

Tanto di cappello all’intervento di Luca Vecchi…

E’ un appello dal sapore definitivo quello di Luca Vecchi alla città di Reggio all’indomani della lettera “mafiosa” fattagli pervenire dal carcere per interposta persona. Lo ha fatto pervenire a tutti attraverso il suo ufficio stampa.

Buoni contro cattivi, o di qua o di là, aut-aut. Non ci sono più vie di mezzo, né scorciatoie, non è più il tempo delle mezze misure. Una realtà coinvolta ogni giorno che passa in vicende ai confini della mafiosità, tra arresti, delazioni, missive più o meno anonime, richieste d’antimafia e via discorrendo.

Il primo cittadino di Reggio però è sicuro; la città è con lui e lo starebbero a dimostrare le centinaia di messaggi che gli piovono sul tavolo in queste ore. Peraltro in un momento estremamente delicato come la vigilia dell’apertura del processo Aemilia proprio nella città in queste ore squassata da quest’altra notizia.

“Il passaggio storico, il giro di boa è proprio questo – scrive Vecchi: se si presta il fianco ai “postini degli imputati” pronti a recapitare a domicilio fango sulle istituzioni, se – anche involontariamente – si dà una mano al gioco del sospetto, dell’ambiguità e della calunnia criminale, o se invece si sta dalla parte della correttezza, della rettitudine, delle istituzioni democratiche”.

Ed ancora: ” Per noi non ci sono ‘reggiani’ e ‘non reggiani’, per noi gli unici estranei alla comunità sono i disonesti e i delinquenti, gli altri sono cittadini, nel senso più alto di questo termine. E qui non ci sono, né ci possono essere, sfumature. Credo che questa possa essere una chiave di lettura utile, un modo corretto per affrontare il periodo del processo ‘Aemilia’ che ci apprestiamo a celebrare. In gioco c’è la sicurezza democratica e civile della comunità reggiana, la sua capacità di risposta, in quella maniera solidale, coraggiosa e veritiera che l’ha sempre contraddistinta. Le istituzioni stanno facendo la loro parte, unite e fino in fondo. Questo le rafforza. E a completarne il lavoro, i cittadini, le persone perbene, la gente onesta, schierati dalla parte della della giustizia, della legalità e dell’unità contro ciò che è – in una definizione efficace – cultura mafiosa”.

 

Ultimi commenti

  • Può un Sindaco non chiarire i gravissimi contenuti della lettera recapitatagli dal carcere alla stampa? Può un Sindaco, figlio di una stagione politica che ha usato i cutresi per proprio tornaconto continuare il proprio mandato sotto scorta e quindi sotto tutela?
    La risposta a queste domande è la chiave di volta del governo di una città che si trova di fatto con una consiliatura chiusa dopo soli due anni di vita.Politicamente è del tutto evidente che Vecchi si trova nella scomoda posizione dell’uomo della “terra di mezzo” ereditata dal suo predecessore: non è libero. Le avvisaglie si erano già avvertite in campagna elettorale perché troppi fantasmi gravano intorno al PD

    Un partito di maggioranza che invece di fare i conti con se stesso resta arroccato a difesa di un potere che lo ha consumato e corrotto culturalmente.

    Qui si deve salvare Reggio Emilia non il potere consunto di un partito che ha fallito su tutta la linea.

  • Luca Vecchi è una persona onesta, seria e preparata. Conosco Luca da molto prima che diventasse Sindaco di Reggio Emilia, lo stimo enormemente e lo considero un amico oltre che un bravo Sindaco. Di fronte a questo orrendo attacco mafioso, sferrato nella settimana in cui si mettono le basi fisiche del processo Aemilia ed il cui metodo richiama pagine buie della storia della Repubblica, io so bene da che parte stare: vicino a Luca ed alla sua famiglia, contro tutte le mafie, dalla parte della legalità e di Reggio Emilia, città che amo tanto anche perché ha sempre vinto le battaglie fondamentali per la libertà ed i valori democratici

  • Uno in carcere scrive una lettera al sindaco della città in cui risiedeva, un avvocato la porta a un giornale e in buona parte diventa pubblica. Dunque non è una lettera al sindaco, ma è una lettera alla città. Dunque il messaggio è rivolto a tutti e ci dovrebbe inquietare tutti, non solo il sindaco a cui tra l’altro mi legano amicizia e stima. È un evidente attacco a una comunità, un piano preciso per spargere il sospetto all’interno di quella comunità, nei confronti delle istituzioni e del vivere civile. Viene addirittura tirato in ballo il funerale di un padre, al cui corteo funebre vi sarebbero state presenze sospette di cutresi, proprio quei cutresi che a giudizio dello scrivente la lettera sono ghettizzati e discriminati. Io, come tanti altri, ho bellissime esperienze che mi legano a ragazzi di origine cutrese e alle loro famiglie e non ho mai percepito la minima discriminazione. Siccome sappiamo che ne’ ieri ne’ oggi è mai scattata la pulizia etnica, sono convinto che serva una netta presa di posizione della comunità cutrese, che di certo non ha bisogno di questi difensori. Io credo che dovrebbero dire che Vecchi è sicuramente fortunato perché è il primo cittadino di una città laboriosa, accogliente, dall’alta qualità di vita. Le seconde letture o terze di quella lettera personalmente le lascio agli organi inquirenti, di certo mi viene naturale reagire e impegnarmi per vincere la società del sospetto. Idealmente vorrei abbracciare tutti i cutresi che lavorano seriamente, che faticano come tutti, che fanno di tutto per garantire un futuro dignitoso ai propri figli, qui non siamo cutresi, calabresi, siciliani, pugliese, borettesi, ecc…, a mio avviso siamo tutti reggiani e abbiamo tutti l’obbligo di reagire. Intanto piena solidarietà e vicinanza a Luca, anche se forse è troppo facile.

  • Ci sarebbe da essere orgogliosi, se la preoccupazione legittima non avesse il sopravvento, delle intimidazioni che arrivano dal carcere per mano di Pasquale Brescia, indagato per associazione mafiosa. Ma come dicevo quella lettera preoccupa perché è un attacco ai reggiani, alla città e al suo modello di buon governo. Con questa lettera si passa il segno: le allusioni che contiene tentano di colpire il sindaco Luca Vecchi e le istituzioni. Un gesto intimidatorio che è una reazione diretta alle azioni dell’amministrazione per garantire la legalità e sconfiggere le organizzazioni criminali.

    Sul piano politico, il Partito Democratico ha subito un doppio attacco. Da una parte da forze politiche che tentano speculazioni con evidenti fini elettorali colpendo Reggio ma pensando a un ritorno su scala nazionale. Dall’altra siamo arrivati addirittura alle minacce lanciate direttamente dal carcere. La conseguenza di quei due fronti di attacco è la delegittimazione della politica, delle istituzioni e delle persone, rendendo così meno efficace l’azione di contrasto alla ‘ndrangheta.

    C’è poi un tratto umano che non va sottovalutato in questa vicenda: nessun cittadino onesto dovrebbe mai essere sottoposto a simili pressioni, tanto più chi si fa carico della sua comunità e rappresenta la prima linea della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.
    Per questo è necessario che oggi si rinsaldi ancora di più la rete delle forze politiche e sociali. Il Partito Democratico sta già facendo la sua parte e la continuerà a stare accanto ai reggiani, alle forze di polizia, agli inquirenti