Altro che multe e blitz,
aboliamo la legge Merlin

Altro che multe e blitz, aboliamo la legge MerlinSe ne parla da anni e da anni si fanno ordinanze, controlli, multe. E non è cambiato nulla: a Cella, a Pieve, lungo la via Emilia le prostitute sono sempre lì. Provate a fare un giro il sabato sera d’estate per rendervi conto della dimensione della domanda e dell’offerta.

L’ultima trovata dell’amministrazione comunale, sollecitata dai residenti delle zone interessate, sono le sanzioni a lucciole e clienti: fino a 400 euro per le ragazze che si prostituiscono in strada in modo palese e per i clienti che si fermano a concordare il prezzo delle prestazioni sessuali.

Il resoconto dell’ultimo blitz antiprostituzione dei carabinieri parla di reazioni tra il comico e il grottesco:  “Volevo controllare se c’erano ancora prostitute in questo tratto di strada”, Per favore non multatemi, se no la multa arriva a casa l’auto e intestata a mia moglie”, sono state alcune delle giustificazioni. Beccati professionisti, impiegati ed operai, molti dei quali coniugati, tra i 26 e i 70 anni anni, 4 dei quali si sono visti notificare una multa da 400 euro solo per essersi fermati ed aver chiesto informazioni sui “costi” delle prestazioni sessuale.

Il più sfortunato è stato un 70enne: in base alla norma il verbale di multa deve essere infatti notificato anche al proprietario della macchina (obbligato in solido) che nel caso specifico è la moglie dell’uomo.

Ha un senso tutto ciò? Ovviamente no, se non quello di rovinare la vita a qualcuno e fare un po’ di cassa. Per sfruttatori e sfruttate non cambierà nulla.

L’unica cosa sensata l’hanno fatta Angelo Alessandri e Matteo Iotti di Progetto Reggio e Luca Vezzani del Pdl che hanno depositato in Corte di Cassazione il quesito referendario per l’abrogazione della legge Merlin. Il testo del referendum proposto è: “Volete voi che sia abrogata interamente la legge 20 febbraio 1958, n. 75, intitolata Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui»?

A settembre partirà la raccolta delle 500.000 firme necessarie per depositare nuovamente presso la Corte di Cassazione la richiesta di indizione del referendum.

“La riapertura delle “case chiuse” e la loro regolamentazione – scrivono i promotori – permette innanzitutto di stroncare il racket della tratta di queste ragazze, evitando forme di schiavitù, e facendo in modo che anche le prostitute possano godere di diritti. In questo modo “papponi” e “magnaccia” perderanno il loro lavoro e la possibilità di vessare le ragazze sotto la loro protezione.Le prostitute passeranno da “schiave” a lavoratrici (con diritti e doveri),  da mero oggetto sessuale a donne.Con l’abrogazione di questa legge può essere stroncato lo sfruttamento delle persone in modo che le prostitute, invece che ricevere violenza in caso di mancato raggiungimento del “budget serale”, riceveranno uno stipendio alla fine del mese. Ci sarà la possibilità di assoggettare le “professioniste del sesso” a controlli medici e sanitari, in modo da evitare il diffondersi di malattie veneree e a trasmissione sessuale”.

“L’abrogazione della legge Merlin – continuano – consentirà di regolamentare l’esercizio dell’attività di prostituzione, assoggettandola giustamente all’imposizione fiscale. Si stima che l’emersione dei redditi derivanti dalla prostituzione garantirebbe un gettito fiscale pari all’IMU sulla prima casa. Austria, Germania, Svizzera per citarne alcune, hanno già legalizzato e regolamentato l’esercizio della prostituzione, con notevoli benefici per le casse erariali e soprattutto per il decoro urbano. Con l’abrogazione della legge Merlin subirà un duro colpo anche la prostituzione “da marciapiede”, fatto deprecabile che è la principale causa di degrado di interi quartieri delle città”.

 

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