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Alla scoperta dell’oasi Wwf di Marmirolo

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Alcuni dei ragazzi di Casa Gioia

Passeggiare nella natura, a ridosso di uno specchio d’acqua circondato da vegetazione, con la possibilità di osservare gli uccelli tipici di un habitat delle zone umide di pianura.

C’è anche questo nell’estate dei ragazzi di Casa Gioia, la cooperativa sociale a sostegno di ragazzi e adulti con disabilità cognitive nata tre mesi fa e già impegnata in un articolato progetto estivo, che vede protagonisti otto ragazzi tra i dieci e i ventotto anni, utenti del centro.

Le attività nell’area naturalistica sono frutto di un accordo tra Casa Gioia e l’oasi Wwf di Marmirolo, a due passi dalla città, nell’ambito di alcune collaborazioni mirate a porre i ragazzi in contesti inclusivi, siano essi sportivi o culturali, come già sta avvenendo con l’azienda agricola “Il Tralcio” di Sabbione e con lo Spazio Gerra.

Tutte le attività – cui i ragazzi partecipano in gruppi molto piccoli di due o tre per volta, ciascuno affiancato da un educatore – ricalcano quelle di un campo estivo, che viene personalizzato sulla base delle esigenze degli utenti e integrato con attività basate sui principi della Scienza del Comportamento Applicata (ABA).

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Lo stagno dell’oasi di Marmirolo

I giovani del centro si lasciano coinvolgere volentieri nelle attività all’aria aperta, a contatto con la natura: adesso le visite hanno cadenza settimanale, ma l’obiettivo è intensificarle.

Lo sottolinea Marco Benelli, a capo della sezione reggiana dell’associazione ambientalista che gestisce l’oasi di Marmirolo: “Insieme a Casa Gioia stiamo elaborando l’idea di un percorso più strutturato rispetto all’attuale. Le attività potrebbero concentrarsi anche nei mesi autunnali e primaverili, con incontri sia nel centro di via Gioia che all’oasi. Proporremo percorsi ben calibrati a gruppi altrettanto ben definiti, come è d’obbligo con questo tipo di utenza. Sarà un impegno significativo: chiediamo alle istituzioni o a soggetti privati di darci un aiuto”.

“Facciamo educazione ambientale in uno scenario di grande pregio naturalistico, in cui possiamo osservare gli uccelli, gli insetti e la flora”, spiega Gianluca Amato, a capo del team di professionisti in forza a Casa Gioia, presieduta da Stefania Azzali. I ragazzi hanno già cominciato a prendere confidenza con l’oasi, a cominciare dalla cura del giardino delle piante aromatiche: c’è chi aiuta a sistemarlo togliendo le erbacce, chi lo annaffia, chi piantuma la zona. L’esperienza si è da subito rivelata positiva: “Proprio per questo vorremmo che la collaborazione con il Wwf proseguisse nei mesi a venire: stiamo cercando fondi che ci permettano di dar forma a nuovi piani educativi su misura per loro”.

Che Casa Gioia guardi al prossimo futuro con dinamismo e voglia di sviluppare tanti progetti lo dimostra anche l’imminente attivazione di due corsi rivolti il primo a professionisti, insegnanti, ricercatori e studenti del settore della scienza del comportamento (ABA-VBA) e l’altro ai genitori. Tenuti dal direttore scientifico del centro, Fabiola Casarini, in entrambi i casi l’avvio è previsto per settembre: si intende così fornire formazione continua a famiglie e personale specializzato su temi fondamentali per migliorare l’efficacia delle pratiche educative e, per quanto attiene al corso rivolto ai genitori, facilitare la gestione dei figli e migliorare la qualità di vita dell’intero nucleo.
La prenotazione è obbligatoria. Maggiori informazioni su www.casagioia.org. A disposizione anche la mail info@casagioia.

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