HomeAttualitàAcqua pubblica: un prete guida il Comitato per una mozione popolare

Acqua pubblica: un prete guida il Comitato per una mozione popolare

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Don Emanuele Benatti

Da una parte un video in cui compare direttamente Stefano Rodotà che spiega la necessità di avere una gestione tutta pubblica dell’acqua, dall’altra un sacerdote, l’ex direttore del Centro missionario diocesano don Emanuele Benatti, che non ha ricevuto un incarico diretto da parte del Vescovo ma la cui presenza nelle file del Comitato resta comunque significativa.

Sono i due nuovi punti di forza non solo simbolici su cui poggia e riparte la campagna del Comitato Acqua Bene Comune per scongiurare l’epilogo che ai più appare ormai come inevitabile, ovvero la gara per la gestione della partita idrica che sarà vinta da Iren. Scadenza, fine dicembre 2015.

Per questo si torna in strada a raccogliere le firme necessarie (300) per una mozione di iniziativa popolare da portare all’attenzione del consiglio comunale di Reggio e far così sentire il peso, vero o presunto, dei cittadini che vogliono un cambio di rotta. Anche se, a onor del vero, l’ultima iniziativa pubblica, il corteo attorno al Municipio, non raccolse più di un centinaio di persone.

E così, mentre alcuni comuni come Albinea, Quattro Castella, Cavriago, Novellara, Casalgrande, Casina e S.Ilario hanno ribadito che le conclusioni dello studio Agenia, a favore della ripubblicizzazione dell’acqua, restano valide, non c’è ancora stato nessun passaggio veramente istituzionale che abbia deciso di accantonare definitivamente quel piano. “Solo” un congruo numero di dichiarazioni di sindaco e assessori, oltre ai vertici del Pd, che hanno definito dai costi insostenibili per gli enti locali un’eventuale società composta appunto dai comuni.

 

Ultimi commenti

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    mi ricorda la scena de ‘i mostri’. poi arriva vescovo gassman e la gente è felice.
    facessero i preti, mica altro…

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    certo che 300 persone su 150.000 abitanti non sono poche….