HomeAttualità2014: ritorno al centro. Dario Caselli ci riprova

2014: ritorno al centro.
Dario Caselli ci riprova

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Dario Caselli

Avevamo lasciato Dario Caselli lo scorso febbraio quando aveva acquistato una pagina di un quotidiano reggiano per pubblicare una sorta di manifesto dell’ex democristiano montiano, una sorta di “chiamata alle armi” per cattolici senza patria. Poi il governo dei tecnici guidato dal professore della Bocconi ha fatto la fine che ha fatto e di Caselli non abbiamo saputo più nulla, se non di recente per la causa civile intentata contro tre ex amministratori della Bipop che gli è costata 45mila euro in spese legali. Ma questa è un’altra storia e non ha niente a che fare con le mai sopite ambizioni politiche dell’ex presidente della Fondazione Manodori.

L’area di riferimento è sempre la stessa ma dopo le delusioni di Roma, lo sguardo di Caselli si è spostato su Reggio in vista delle amministrative del 2014. E il progetto è ambizioso: riunire tutte le anime (o i brandelli) del centrodestra sotto un unico vessillo e con un unico candidato. Marciare uniti al centro per strappare almeno il ballottaggio al centrosinistra, che da qui al 2014 rischia di percorrere una strada piena di curve. Ma di qui alle elezioni c’è ancora molto tempo e le grandi manovre sono appena iniziate: pare che Caselli si stia tentando si annodare fili sia in città che a Roma. Con discrezione e dietro le quinte. La proposta sarebbe aperta a tutte le forze di opposizione, con l’esclusione del Movimento 5 Stelle: dagli ex leghisti di Progetto Reggio, al Pdl passando per l’ex sindaco Antonella Spaggiari.

Caselli per il momento resta dietro le quinte: da qualche giorno circola il nome dell’avvocato Stefano Cosci, vicino all’imprenditore Giampiero Samorì. Cosci è vicepresidente dell’associazione Bper Futura Reggio Emilia, l’associazione presieduta da Samorì protagonista del tentativo di “scalata” alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Ultimo commento

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    Egregia redazione
    ringrazio per la foto e la citazione, purtroppo, anche questa come molte notizie estive risente del caldo che colpisce gli autori facendo loro prendere fischi per fiaschi. Infatti io non conosco nè l’avv Cosci, nè Samorì e non ho nulla da spartire con loro. Pur conoscendola non ho progetti in comune con Antonella Spaggiari. Per il resto anche se dà fastidio a molti, la Città è piena di “paraculi”, penso che sarebbe ora di cambiare, l’attuale amministrazione ha inanellato molti fallimenti, Areoporto, Fiere, Iren, meno 80% dalla quotazione e soprattutto la lettura della crisi e della globalizzazione è oltremodo datata, come si vede dal “crollo” di molte cooperative. Insomma, il circuito partito, sindacato, cooperative, non funziona più, per questo dico che è ora di cambiare, vivo del mio lavoro, a differenza di altri non ho bisogno di prebende, scrivo quello che penso e non lo firmo redazione e pertanto sono libero di dire: è ora di cambiare, questi se ne devono andare.