Spaccio di droga nel reggiano: 11 giovani in manette

A Castelnovo Monti scattano le manette per undici giovani accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. “Grey Zone – zona grigia” il nome dell’operazione che vede protagonisti alcuni giovani ragazzi incensurati, di giorno studenti, la sera spacciatori. Oltre agli arresti per alcuni è scattata l’aggravante per la vendita a minori, 4 persone risultavano indagate in stato di libertà, circa 50 sono state segnalate per uso di stupefacenti; sequestrati un chilo di marijuana, hascisc ed eroina bianca e circa un migliaio di euro provenienti dal traffico illecito. Un business fruttifero che durava ormai da due anni.

L’operazione è partita la scorsa estate quando i Carabineri di Castelnovo Monti hanno individuato a Reggio l’abitazione utilizzata come base da parte di alcuni giovani reggiani. In seguito si è risalito agli spacciatori risalendo la catena di produzione, dopo vari mesi di indagini sono stato rintracciati clienti e fornitori arrivando all’arresto degli undici giovani. Fatto preoccupante è che i ragazzi erano soliti spacciare stupefacenti ad un prezzo molto competitivo perché di scarsa qualità capaci di provocare danni ancora più gravi alla salute.

 

 

 

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One Response to Spaccio di droga nel reggiano: 11 giovani in manette

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    Alessandro Raniero Davoli 31 Ottobre 2013 at 10:05

    Gentile Direttore, occorre una precisazione: gli arresti sono stati effettuati dal nucleo operativo dei carabinieri, compagnia di Castelnovo Monti, ma non a Castelnovo Monti, e non di cittadini originari di Castelnovo Monti. Gli arrestati, tutti tranne uno nato a Viano, sono o di origine meridionale, Maggio, Musotto ecc oppure sono arabi, un tunisino e un ragazzo figlio di nordafricani; due sono della bassa reggiana e uno di Milano. La pericolosità di questi soggetti sta nell’organizzazione e nel tipo di spaccio, anche eroina, venduta a prezzi stracciati per aumentare il “giro” dei clienti. Sono mele marce, che purtroppo sono venuti qui ad avvelenare i nostri ragazzi.
    Un saluto da un “nativo” montanaro reggiano, orgoglioso di esserlo,
    Alessandro Raniero Davoli