Liberalizzazioni: ecco che cosa cambia

Le disposizioni che compongono il decreto legge sulle liberalizzazioni ”consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l’economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio/lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali”. E’ una previsione ambiziosa quella del Governo Monti, che ieri al termine di uno dei cdm più lunghi della storia della Repubblica, ha licenziato il decreto legge sulle liberalizzazioni. Ecco cosa cambia:

per quanto riguarda le bollette di luce e gas, il decreto prevede che “nel meccanismo con cui l’Autorità  per l’energia elettrica e il gas aggiorna il prezzo del gas per le famiglie e le piccole e medie imprese si riduca gradualmente il riferimento ai prezzi internazionali del petrolio per considerare anche i prezzi sui mercati europei del gas, con effetti di contenimento delle bollette”.

E’ prevista inoltre una pluralità di contratti possibili tra gestori degli impianti e compagnie petrolifere, da regolamentare in sede sindacale; vengono ampliate le possibilità di vendita di altri articoli di commercio presso gli impianti di distribuzione; vengono rimossi i vincoli non giustificati all’apertura di impianti presso i centri commerciali; sarà garantita una maggiore trasparenza sui prezzi effettivi dei carburanti a vantaggio dei consumatori.

Ampio il capitolo dedicato ai giovani. Con le liberalizzazioni si premiano “le capacità innovative, l’intraprendenza, la lungimiranza e la preparazione – in una parola: il merito – il decreto mette i giovani in condizione di garantire a sé stessi un futuro solido”.  Vengono introdotte norme volte a facilitarne l’ingresso sul mercato del lavoro, consentendo loro di svolgere tirocini finalizzati all’iscrizione negli albi professionali già durante l’ultimo biennio di studi, prima del conseguimento della laurea specialistica o magistrale. Sempre alle nuove generazioni si rivolgono le novità in tema di università. Quanto alle università, si potenzia il sistema di valutazione degli atenei e, in particolare, i risultati ottenuti dalle università nella didattica e nella ricerca.

Per i tassisti, che continuano a protestare, “si è stabilito di affidare l’analisi dei fabbisogni all’Autorità dei Trasporti che dovrà svolgere un’attenta istruttoria città per città, sentiti i sindaci”. A Roma oggi il servizio dei taxi è tornato regolare, ma i sindacati hanno confermato il fermo nazionale in programma lunedì in attesa di conoscere i contenuti del decreto.

Per quanto riguarda le farmacie, il decreto estende a 3000 abitanti il “quorum” di popolazione previsto per l’apertura di una farmacia. Si prevede inoltre la possibilità che le Regioni, in deroga al criterio del rapporto farmacia-popolazione, istituiscano nuove farmacie in luoghi maggiormente frequentati. Viene poi abbreviato il periodo in cui una farmacia privata può appartenere a persone non aventi i necessari requisiti professionali. Il governo stima che con le nuove norme aprirano 5mila nuove farmacie.

Tra le altre misure contenute nel decreto, è previsto un piano di rateazione dei debiti tributari, con rate inizialmente basse e progressivamente crescenti. Si prevede, inoltre, che in caso di dilazione del pagamento non si proceda ad iscrizione ipotecaria, salvo che il debitore sia moroso per due rate consecutive. La permanenza dell’ipoteca accesa sui beni immobili del debitore d’imposta, infatti, impedisce a quest’ultimo, ancorchè in regola con i pagamenti, di accedere al sistema bancario per alimentare attività industriali o commerciali.

“Il decreto apre alla concorrenza in materia di trasporti. Di significativo rilievo sono le misure assunte sul fronte infrastrutturale, che consentiranno di aprire nuovi cantieri e creare nuova occupazione, anche nel settore dell’edilizia”, viene spiegato nel comunicato del Consiglio dei ministri riguardo, che recita: “In particolare, si semplifica l’attività delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento di capitali privati mediante innovativi strumenti finanziari come i project bond. Spazio anche a misure importanti per il settore dei trasporti, a favore della portualità, della nautica e dell’autotrasporto”, si legge nel comunicato.

Tra le altre misure previste, c’è la liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi delle imprese. La norma dispone l’abrogazione dei limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso, per l’avvio di un’attività economica, non giustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario.

Sui servizi professionali, la disposizione abroga le tariffe delle professioniregolamentate. Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito per iscritto al momento del conferimento dell’incarico professionale. Al cliente è data facoltà di chiedere un preventivo. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.

Viene aumentata la pianta organica dei notai di 500 posti, da coprire per concorso nel biennio 2012-2014. È inoltre assicurata all’utenza un rapporto più diretto ed immediato con il professionista.

Sulle R.C. auto, l’articolo vieta alle compagnie assicurative la distribuzione dei prodotti o servizi ai clienti finali, disponendo, nel contempo, che i distributori offrano ai clienti prodotti e servizi assicurativi di più compagnie. Previste sanzioni per le compagnie assicurative che limitano, di fatto o con previsioni contrattuali, la libertà dell’agente nell’offrire servizi e prodotti ritenuti più adeguati.

Per quanto concerne, strade e reti ferroviarie, viene eliminato l’obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che espletano servizi di trasporto sull’infrastruttura ferroviaria nazionale, di osservare i contratti collettivi nazionali di settore, anche con riferimento alle prescrizioni in materia di condizioni di lavoro del personale.

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2 Responses to Liberalizzazioni: ecco che cosa cambia

  1. Avatar
    holz 22 Gennaio 2012 at 11:04

    mah, mi pare che la montagna abbia partorito il topolino

  2. Avatar
    Chitarrista frustrato 23 Gennaio 2012 at 15:18

    La cosa più bella è: capitale sociale zero per gli under 35 che avviano impresa. Poi, questi under 35 se vogliono aprire impresa per prima cosa devono pagare 2mila euro per la firma di un notaio (cosa che demotiva tantissimo, ve lo assicuro, mentre invece il capitale sociale, che può essere usato per acquisti aziendali, non è di nessun peso).

    Quindi un provvedimento ad effetto ma poca sostanza adottato e una stortura assurda che regala privilegio ai notai, lasciata.