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Iren: se arriva il signor Rossi

Raphael Rossi

Qui è passata quasi sotto silenzio, come d’altra parte tutto quello che è accaduto nelle ultime settimane al di là dell’Enza. In realtà la nomina di Raphael Rossi a presidente del consiglio di amministrazione di Iren in quota al Movimento 5 Stelle è uno di quei segnali che indicano uno spostamento di equilibri e poteri con cui dovranno fare i conti anche a Reggio e a Torino. Ma si tratta anche di un passaggio di consegne carico di significato simbolico: Rossi prende il posto di Angelo Buzzi, editore e imprenditore parmigiano coinvolto in quel pantano portato alla luce dall’inchiesta Public Money e recentemente finito agli arresti domiciliari e torna da vincitore dopo che era stato allontanato dall’Amiat (oggi partecipata da Iren al 49%) in seguito alle sue denunce sulla corruzione.

Quella di Raphael Rossi è una storia non comune. Nel 2007, quando era vicepresidente dell’Amiat, società che si occupa della raccolta differenziata a Torino, rifiutò una proposta di denaro da parte i vertici della Vm Press, impresa di Ovada produttrice di macchinari per il trattamento rifiuti. Dopo una lunga vicenda giudiziaria, il Tribunale di Torino aveva riconosciuto il tentativo di corruzione, anche se le pene alla fine erano state tutte di lieve entità. Rossi nel frattempo era stato allontanato dall’azienda, ma – complice un servizio di Report – era già un eroe. Il “signor Rossi”, simbolo dell’uomo per bene che resiste alla tentazione del potere e del denaro. E che denuncia.

Da allora di incarichi Rossi ne ha avuti tanti, ma nessuno è durato molto. Nel 2011 viil sindaco di Napoli, Luigi De Magistris lo sceglie per guidare l’azienda partenopea Asia spa, che si occupa della raccolta di rifiuti: dura sei mesi, poi si dimette per contrasti mai chiariti. Il 23 gennaio dello scorso anno a chiamarlo sono il sindaco di Foggia Gianni Mongelli e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per gestire la crisi seguita al fallimento dell’azienda rifiuti “Amica Foggia”. Infine Rossi giunge alla corte di Pizzarotti e da consulente gratuito si ritorva presidente del cda. Una bella promozionee una bella sfida per il signor Rossi.

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