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Inside Parma: il botto si è sentito

Matteo Billi

A Parma si è chiusa un’era. Il prossimo sindaco della città ducale non sarà un esponente del centrodestra come invece era accaduto nelle tre precedenti tornate elettorali (2007, 2002, 1998) per un totale di quasi quattordici anni. Il Pdl infatti non raggiunge nemmeno il 5% dei consensi: Paolo Buzzi, vice sindaco con Elvio Ubaldi prima e con Pietro Vignali fino allo scorso settembre, prima del commissariamento, si ferma al 4,79. La Lega Nord è ancora più giù al 2,7. Mentre Ubaldi stesso, appoggiato dall’Udc, strappa un 16,36 che però non basta ad arrivare al secondo turno del 20 e 21 maggio. Sì perché al ballottaggio con Vincenzo Bernazzoli, 56 anni, presidente della Provincia di Parma (ancora) in carica, esponente del Partito democratico a capo di una coalizione composta da sette liste capace di rastrellare il 39,21% dei voti, ci sarà il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, 39 anni da compire il 7 ottobre, informatico, che ha raggiunto un sorprendente 19,47%.

E’ già un must sui social la risposta del grillino al giornalista di Repubblica Parma quando, a poche ore dalla chiusura dei seggi, iniziavano a delinearsi i contorni di un clamoroso exploit: «Oggi mi sono preso mezza giornata di ferie per seguire le elezioni, se andremo al ballottaggio non sarà contento il mio capo: mi toccherà chiedere altri 15 giorni…». Sì perché «mentre altri andavano nei mercati in città, io non potevo farlo, ero al lavoro – racconta a gazzettadiparma.it – Ma ora voglio organizzare quanti più incontri possibili». E non ci sarà di sicuro da annoiarsi nei prossimi giorni dopo che Bernazzoli per qualche istante martedì ha perso il suo solito aplomb lasciandosi scappare una frase sibillina: «Sarà come giocare una finale contro una squadra di serie B».

Sarà invece una partita aperta con l’inceneritore come argomento principale: Bernazzoli è favorevole alla realizzazione, Pizzarotti contrario. E se è vero, come prontamente dichiarato a scrutini ancora in corso, che i grillini non si apparenteranno con nessuno, è altrettanto vero che molti dei leader sconfitti hanno già fatto capire di voler incanalare verso la cosiddetta antipolitica del movimento di Beppe Grillo i propri voti pur di non consegnare la città nelle mani del centrosinitra. «Gli elettori del Pdl di Parma possono andare a votare secondo coscienza al ballottaggio», dice Luigi Giuseppe Villani a nome del Popolo della libertà. Vuole ragionare con calma invece Roberto Ghiretti, uomo di sport, per un periodo assessore nella giunta Vignali, che con la sua lista Parma Unita ha raggiunto un buon 10,1%: «Queste elezioni ci hanno detto che in città c’è un nuovo che avanza e si presenta sotto due forme, una più moderata edi governo come quella incarnata dalla nostra lista, e una più idealista e da definire come quella rappresentata dal movimento di Grillo». Infine l’avvertimento, a caldo, di Ubaldi, primo cittadino dal ’98 al 2007: «I parmigiani sono chiamati ora a una scelta impegnativa: tra la “vecchia” politica di Bernazzoli e l’improvvisazione di Pizzarotti». Il candidato del Pd, scelto attraverso le primarie di coalizione, non ci sta: «Non mi sento vecchio – assicura Bernazzoli – Ho dei riferimenti che sono anche nel passato ma non mi vergogno. La sfida con Pizzarotti? Non me l’aspettavo ma per me non cambia nulla perché la nostra proposta si basa sull’esperienza e sulla competenza. Sono molto soddisfatto del risultato, Parma volta pagina e si apre una fase nuova, ora è necessario “costruire il futuro” partendo dai bisogni concreti della gente come l’occupazione, la scuola, il sociale. Perché il malessere è diffuso e i dati sull’astensionismo lo dimostrano». E rappresentano anch’essi una sorpresa: il 35,45% dei parmigiani non si è recato alle urne. Ovvero oltre 50mila elettori. «Mi piacerebbe portare alle urne al ballottaggio non solo chi non mi ha votato al primo turno ma anche qualcuno di quelli che non sono andati a votare – auspica Pizzarotti – Siamo stati etichettati come un movimento di protesta in realtà i cittadini hanno premiato le nostre proposte che sono alternative e hanno creduto nel nostro programma».

Ultimi commenti

  • Questi grillini non sono proprio coerenti. Passano la vita a parlare contro le banche e poi candidano un impiegato del Credem…

  • visto che governano il paese le banche possono anche governare una città no?