Il terremoto colpisce al cuore l’Emilia: un bilancio

Una 20ina di morti e centinaia tra feriti e sfollati, forse migliaia dopo la raffica di scosse che ha ferito al cuore l’Emilia dalle 9.00 di martedì (5.8 scala Richter) con una sequenza impressionante di movimenti, tra cui tre attorno alle 13.00 superiori ai 5.0. Insomma una catastrofe dopo la botta del 20 maggio. Epicentro tra Carpi e Medolla ma gli effetti si sono sentiti e duramente praticamente in tutto il nord Italia. E’ chiaro che si tratta di un nuovo terremoto, dicono gli esperti brancolando nel buio e senza essere d’accordo tra loro e senza precedenti storici. C’è insomma da riscrivere la mappa sismografica e la propensione al sisma delle nostre zone, bisognerà insomma “abituarsi al terremoto” e dunque cambiare la nostra cultura sul tema.

Ma ora è ancora emergenze e morti, feriti, sfollati sono destinati ad aumentare nel numero; nel modenese ci sono interi centri quasi inagibili da Carpi a Medolla, da S.Felice a Cavezzo, da Novi (dove il parroco è morto investito dai calcinacci della chiesa mentre cercava di salvare una statua della Madonna) a Mirandola dove la ricostruzione sarà difficilissima. E poi i morti sotto i capannoni, la ditta Meta a S.Felice, la Bbg di Mirandola, la Haemotronics di Medolla, il mobilificio Malavasi di Cavezzo e le inchieste che scatteranno per tragedie, si saprà presto, del tutto evitabili nella “civile” ed “evoluta” Emilia-Romagna.

Chiese crollate o inagibili, strutture pubbliche evacuate, strada danneggiate e intasate, a Modena come a Mantova come a Reggio, cioè una sorta di Apocalisse con le istituzioni che assicurano il loro impegno ma che si mostrano impotenti mentre la macchina dei soccorsi e della solidarietàm spesso indipendente dalla politica, che funziona davvero.

Il quadro provvisorio nel reggiano: mercoledì scuole chiuse in tutta la provincia poi si vedrà a Reggiolo, Guastalla, Luzzara i comuni più colpiti. A Reggio danneggiate le chiese di S.Filippo Neri e S.Giorgio e la scuola media D’Aosta; evacuata anche la sede della fondazione Manodori e il centro commerciale Ariosto. Danni notevoli alla latteria “Tricolore” di Masone. A Guastalla danni alla chiesa di S.Carlo; sfollati a Reggiolo e Luzzara, nell’ordine delle diverse centinaia. A Reggiolo crollo parziale della rocca gonzaghesca e centro storico quasi-inagibile. A Gualtieri danni a palazzo Bentivoglio, a Rolo, San Martino in Rio, Correggio e Brescello chiuse le chiese per accertamenti. A Luzzara crepe nelle scuole con centro di accoglienza nella frazione di Villarotta. A Novellara chiusa la chiesa di S.Bernardino, a Rio Saliceto chiusi il cimitero e il teatro.

Attivi comunque i presidi ospedalieri di Reggio, Montecchio, Castelnovo Monti, guastalla e Correggio pronti ad ospitare i feriti delle province vicine; a reggio attivo un numero per le emergenze: 0522-456555

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