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Il lavoro costa troppo, serve la riforma subito

Alessandro Pala

Qual è il vero problema dell’Italia? Lo spread, il deficit, il debito?  In realtà, il vero nocciolo del problema italiano, e in generale di tutta l’Europa meridionale, è il costo del lavoro. Se il costo del lavoro è aumentato negli ultimi 10 anni in tutta Europa, il cosidetto Unit Labour Cost è letteralmente esploso in tutti i paesi meridionali, mentre in Germania è addirittura calato dall’entrata in vigore dell’Euro. Lo Unit Labour Cost, non è altro che il costo in termini economici che un singolo lavoratore “costa” al Paese al netto del prodotto (output) che lo stesso lavoratore produce per il paese.

Come si può notare, il grafico parla chiaro. Lo ULC dei cosidetti PIIGS mostra un chiaro trend rialzista (i costi aumentano). Ciò significa che la produttività lavorativa italiana è assolutamente insufficiente, anzi nel corso degli anni la produttività marginale perde fette rilevanti di mercato.

Questo mostra come una riforma completa ed estremamente efficace del  prodotto-lavoro Italia sia un imperativo per questo governo tecnico.  Sarebbe insufficiente però una riforma che va a colpire solamente il settore privato, anzi potrebbe creare nuovi squilibri con un settore pubblico ancora piu ingessato ed un settore privato ancora piu precario. Certamente gli interessi di lobby e corporazioni andranno toccati pesantemente, ma la situazione soprattutto in ottica futura non consente ulteriori compromessi.

Ultimo commento

  • Il costo del lavoro aumenta perchè bisogna mantenere una massa di persone totalmente inutili.
    Tra statali, parastatali, comunali e provinciali ed enti inutili, più tutti i consulenti e le società inutili e l’indotto, si parla di almeno 4 milioni di persone di cui il 30% è palesemente inutile. Quindi circa 1,2 milioni di persone pagate per nulla.

    Se non risolvono questo punto chiave, non c’è niente da fare, perchè a sboccio si parla di costi inutili di circa 50-60 MILIARDI di Euro OGNI anno.

    Il conto è: 1,2 milione di dipendenti/consulenti/società x 50.000 euro/anno (per costi diretti del personale ed indiretti per uffici, gestire quel personale, ecc.).