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Premiata ditta Mario & Mario per salvare l’Europa

Alessandro Pala

Mario Draghi e Mario Monti. Questi i due nomi che nei prossimi mesi dovranno rendere possibile l’impossibile. Il primo è alle prese con la mancanza di unità di intenti di Bruxelles che diventa ogni giorno più evidennte. Draghi infatti, da una parte deve spingere i paesi europei a mettere in atto le riforme d’austerità necessarie per tornare competitivi sul mercato, mentre dall’altra deve fronteggiare i continui veti della Germania verso una politica monetaria espansiva (come gia adottata dalla FED) in modo che la BCE diventi “ultimo garante” dei debiti europei.

Purtroppo, nonostante l’aggravarsi  della crisi dei debiti, la posizione della Germania non muta di una virgola. Nelle ultime settimane tra l’altro il contagio si è ormai definitivamente spostato anche verso il cuore dell’Europa, fra questi Belgio, Francia ed Austria.  Non è detto che la rigidità di Berlino duri in eterno, ma storicamente la Germania non è mai stata particolarmente lungimirante quando si è trattato di optare per scelte drastiche in momenti di difficoltà.

Resta il fatto che ormai lo stesso Euro vacilla sempre di più; lo testimonia anche il fatto che la FED ha richiesto ai colossi bancari americani di effettuare stress-test (ossia test di verifica simulando scenari catastrofici) per una eventuale disgregazione dell’Euro. Insomma, se a maggio sembrava una cosa impensabile, se a settembre se ne iniziava a parlare ma il rischio “era assai remoto”, ora a novembre se ne prende in seria considerazione la possibilità.

In Italia invece, l’altro Mario, ossia Monti, è chiamato alla sfida assai ardua (anche a causa di uno scenario europeo decisamente negativo) di rimettere in sesto i conti pubblici e la crescita italiana. Nei giorni scorsi è circolata la voce che vuole Monti come emanazione dei “poteri forti”; in realtà questo cozza decisamente con il curriculum del neo-premier. Prima di tutto, Monti  in Commissione europea non si è mai fatto troppi problemi quando è stato il momento di “picchiare duro” contro alcuni colossi multinazionali come Microsoft;  il fatto poi che sia stato consulente per Goldman Sachs non significa certo che sia un burattino manovrato da qualche oscuro soggetto, ma anzi che una delle banche d’affari piu importanti del mondo ha pensato bene di richiedere le opinioni (ribadisco, è un consulente ) di Mario Monti: questo è sinonimo di garanzia, visto che è ritenuto universalmente credibile e in grado di fare quelle riforme che il mercato richiede ormai da diversi mesi.

Tra l’altro, un paese che ha visto la P2, la P3, i golpe da operetta, operazione Gladio, operazione Solo, varie associazioni massoniche deve davvero pensare a possibili collegamenti fra Monti, il gruppo Bildeberg o la Commissione Trilaterale? Certo, un ottimo argomento da discutere con il barista alle 8 del mattino, ma di scarsa rilevanza per un paese all’orlo del collasso.

L’Italia dovrà remare unita piu che mai (e potrebbe non essere abbastanza), poichè i prossimi mesi potranno sancire la fine definitiva dell’Euro e del benessere europeo come lo intendiamo ora.

Ultimi commenti

  • la faccio anche a lei pala. come questa questione della fine della golden share? 1 mese di tempo. non è che l’abbiamo presa nel … di dietro?

  • Purtroppo in questi casi vale il detto “chi mendica non può scegliere”. Quello della golden share è uno dei tanti capitoli mai affrontati da parte del precedente governo durante i periodi delle “vacche grasse”. Ora purtroppo, con l’acqua alla gola i margini di manovra si riducono all’osso, e le condizioni saranno per forza accettate. Purtroppo, visti i prezzi “in saldo”, aziende ottime come Finmeccanica o Eni, sono decisamente esposte a possibili scalate estere. La liberalizzazione dei mercati, era un tema da affrontare almeno 10 anni fa. Ora purtroppo, prenderemo le briciole. (come nel 1992 del resto).

  • e il controllo di settori strategici per il paese

  • il terzo Mario, portavoce del tav.Hemingway-Cadsociale, avrebbe un programma per l’Italia
    …l’Italia che vogliamo…

    ……mentre il Presidente galantuomo, Giorgio Napolitano ci “illumina di immenso”, i nuovi “bravi di Don Rodrigo” dicono: “Questa manovra s’ha da fare, però….” Mentre a destra s’ode uno squillo di tromba “manovra? questo sì, questo no”, i nuovo “Arcangeli” annunciano non si sa cosa. Risultato è che si è superato il compianto Mario Merola, re della sceneggiata napoletana.

    Si sentono aulici discorsi. Dall’eterogeneo tavolo politico-letterario Ernest Hemingway si parla invece delle che porterebbero, in 8 anni alla riduzione del debito pubblico al 50% rispetto all’attuale 120% ed al rilancio, da subito, dei consumi, ergo dell’economia e dell’occupazione reale.

    L’Italia che vorremmo per NON rubare il futuro ai giovani
    – Tre macroregioni federate ma non a statuto speciale (Cavour docet) con un unico parametro per le indennità
    – Province di almeno 2 milioni di abitanti
    – Comuni di almeno 30.000 abitanti
    – Per tutti gli Enti, operatività limitata al territorio, ergo nessuna attività onerosa per rappresentanze od iniziative esterne
    – Dimezzamento dei Parlamentari “eletti col sistema proporzionale, non nominati” ed allineamento all’Europa per le indennità
    – Rimborso spese elettorali limitatamente ai voti ottenuti indipendentemente dal raggiungimento del quorum e solo per la durata della legislatura
    – Enti inutili: le leggi del passato (fin dal 1955) non hanno prodotto i risultati sperati – altre leggi e leggine ne rendono problematica l’operatività. Promulgare una legge obiettivo che consenta di sburocratizzare le procedure per la loro soppressione e l’alienazione immediata dei beni
    – Riforma della Giustizia, separazione carriere, responsabilità civile dei giudici.
    – Eliminazione “pensioni d’oro” fissandone un tetto massimo a 5.000,00 euro al mese
    – Eliminazione dei privilegi delle “Caste”, nel senso più vasto del termine
    – Unificazione enti previdenziali e separazione previdenza da assistenza, eliminazione contributi figurativi
    – Revisione del Concordato Stato – Chiesa riducendone i benefici economici

    – No tasse sulle tasse (Iva su accisa ed addizionali)
    – Aumentare al 5% l’Iva sui prodotti attualmente al 4%, includendo in questa fascia i beni e servizi primari (energia, acqua, gas, benzina)
    – Sostituzione ponderata ed intelligente dell’Iva al 20%, riducendola al 18%
    – Iva al 30% per prodotti “pregiati” (ora gli oggetti d’arte, di antiquariato ed i francobolli da collezione sono al 10%!, le aragoste, i tartufi, caviale, astici, ostriche sono al 20%, così come le barche da diporto superiori a 18 tonnellate e le auto di lusso!)
    – Iva al 30% per beni mobili di importo superiore a 40.000,00 euro

    – Ici al 10 per mille oltre la terza unità immobiliare posseduta
    – Contributo di solidarietà “a termine” del 5% per redditi oltre i 150.000 €
    – Confisca del patrimonio, anche personale, per gli evasori fiscali “sistemici ed i loro complici”. In buona sostanza, applicare le stesse norme antimafia.
    – Tre fasce per l’Irpef, “cum grano salis”, individuando una fascia anche per chi ora opera e lucra in un regime fiscale di esenzione (incluso Chiesa e sindacati)
    – Fare pagare le tasse a chi sceglie liberamente di vendere il proprio corpo
    – Differenzazione oneri fiscali fra le “vere cooperative e quelle che, per il volume d’affari prodotto e per gli stipendi dirigenziali erogati, tali non sono”
    – Regole serrate e “barriere” contro la speculazione finanziaria.
    – Tetto agli stipendi ed alle indennità per i dipendenti pubblici e per quelli delle aziende pubbliche o partecipate
    – Radiare dalla professione i medici compiacenti che attestano false invalidità

    – Espulsione o rimpatrio col foglio di via per i carcerati stranieri
    – Immediata revoca del permesso di soggiorno o della cittadinanza per gli stranieri che commettono reati

    – Basta con “l’imperialismo democratico basato sulle armi, il disinvolto NON rispetto delle risoluzioni dell’ONU, i cialtroni pseudo esperti di geopolitica ed i dottor Stranamore della NATO”. (sarà il Tribunale della storia a dare il giudizio sulle azioni “militari di pace ?!” di Bush, Clinton, D’Alema, Sarkozy, Cameron)
    – Missioni di pace all’estero condotte da agronomi con trattori e fertilizzanti

    – Contributi economici alle aziende che incrementano il numero degli addetti con assunzioni a tempo indeterminato
    – Sostegno alla ricerca, al sapere ed alla scuola pubblica
    – Sostegno al vero volontariato
    – Tutela delle fasce deboli e sostegno al disagio sociale
    – Mai derogare dal Titolo I della Costituzione.

    Nel deserto dei Tartari della politica italiana, al tavolo Ernest Hemingway-CAD sanno che un tale programma andrebbe alla pancia, al cuore ed al cervello della gente.

    Al tavolo Ernest Hemingway-CAD forte è il timore che la crisi di fiducia verso la politica diventi irreversibile, l’intero sistema imploda, la piazza e tanta gente perbene possa arrivare al punto di ritenere che tutto questo possa essere realizzato solo da un “potere unico pro-tempore”

    Presuntuosamente (?!), al tavolo ritengono che queste proposte sarebbero le uniche in grado di creare risorse per le famiglie, ridurre la spesa ed il debito pubblico e ridare dignità alla “Politica” .

    • Ciao, Mario . Che dire?Il tuo piano è bellissimo, direi condivisibile al 100% dalla maggior parte della popolazione equilibrata dell’Italietta. Però tu parli di pace, e mi sa che attuare sto piano e imporlo alla parte squilibrata del non li nostro amato paese lo si può fare solo con una terribile rivoluzione sanguinaria . I nostri simpatici parlamentari non li schiodi dalle sedie e dai privilegi con la truffa delle elezioni. Comunque apprezzo le idee del circolo!! Saluti
      Ovi

  • bello. cosè il tavolo Ernest Hemingway-CAD?

    • E’ un tavolo composto da “tanti nessuno” che quasi ogni sera, senza bere alcolici, si trova al bar port di Puianello c. dalle 20,50 all 21,30 – parla liberamente di questo e di quello e poi il tutto, quando lo si ritiene meritevole di commento, viene scritto e inviato alla stampa ed a coloro che ci corrispondono. E’ un tavolo “aperto” ove si può parlare con adaghl’ok Loris, Alpitur Giacomo, Etsein Paolo, Aldutor Salvatore, Writer Mario, Ninuccio Masoni da Correggio. A volte, vezzeggiamo Diana, la nostra mascotte che abbiamo tolto dal canile. Questo è il tavolo Hemingway i cui interventi si possono leggere anche su http://www.cadsociale.com, associazione molto, molto seria così come abbiamo la presunzione di definirci noi
      Che il tempo sia lieto a Frank, ai lettori ed alla redazione di 7per24

      • grande mario!

  • in merito alla preparazione e al curriculum delle figure sopra citate nessuno, credo, abbia mai avuto nulla da eccepire. si tratta del resto di due ormai storiche figure del nostro panorama intellettuale economico e finanziario. due curriculum di studio al di sopra di ogni sospetto, sia in italia che all’estero. consulenze, ricerche, libri pubblicati, ma soprattutto incarichi di primo piano nel governo delle istituzioni in un Italia, un’Europa, un mondo sempre più ineluttabilmente finanziarizzato. entrambi in un’ottica rigorosamente europea e fortemente europeista. draghi al vertice della banca d’italia, già allora membra della banca centrale europea, e ora presso quest’ultima. monti da rettore del think tank economico del paese, l’università Bocconi, commissario per la concorrenza presso la commissione europea e ora premier eletto, non dal popolo sovrano, ma dal compromesso di tutte le forze politiche e sociali, elette e non del paese, proprio alla luce della sua autorevolezza ed esperienza. quest’ultimo poi ha più volte solleticato la politica dalle colonne del corriere della sera circa le riforme, le tappe del risanamento, la via per un’etica economica da seguire per riportare la situazione economica nazionale al livello di una normale macroeconomia sostenibile. ben venga dunque il provvido contributo di queste due figure ad ogni livello per il bene comune. il grande peccato da loro incarnato infatti non è tanto la natura tecnica e politicamente debole dei loro curriculum, quanto piuttosto le ragioni che hanno portato alla loro affermazione sul panorama politico, ossia il fallimento della politica stessa. l’inesorabile snaturarsi di una concezione anomala della politica, in uno stato ancora primordiale ma che comunque avanza lentamente verso un orizzonte partitico-elettorale ancora incompiuto: è sempre più evidente infatti che malgrado la forte discontinuità che la figura di Silvio Berlusconi ha provato ad incarnare, la cosiddetta seconda repubblica non ha fatto altro che estremizzare i difetti di quella precedente, indirizzando la normale dialettica destra-sinistra verso la comune dialettica europea del partito popolare e di quello socialista, con la variante di un folto ceto moderato-cattolico ancora incerto o un pò tintinnante sul da farsi. e questa è la vera anomalia della situazione attuale. una crisi finaziaria, sociale e anche morale che ha mostrato tutti i limiti della nostra traballante democrazia, costretta a cedere il passo a una tecnocrazia più efficiente e meno quacchera. si tratterà quindi di vedere quanto, come diceva (dispiace citarlo) l’onorevole Scilipoti saremo costretti a vivere in una sorta di democrazia rappresentativa (quella civile e religiosa è ormai fin troppo indiscussa da anni) sospesa e soprattutto se la classe politica italiana saprà riorganizzarsi, riposizionarsi nel modo meno traumatico possibile, assestando le basi per una inderogabile (non è un’opinione, è un fatto che piaccia o no) democrazia dell’alternanza basata sulla priorità del benessere della nazione. su questo gli storici e i politologi dovranno darci abili spiegazioni, sia a priori che a posteriori. intanto l’instabilità del momento attuale ha imposto un governo tecnocratico. auspichiamo possa veramente porre un argine alla crisi finanziaria che attenaglia le nostre imprese e i bilanci d stato, regioni, province e comuni. e date le forze in campo, le lezioni che i nostri attuali governanti attuali ci hanno impartito per anni da cattedre, convegni, editoriali e programmi tv, dico la verità, personalmente non ne dubito. concludo con una breve considerazione circa i casi di organizzazioni sovranazionali citati. possiamo parlarne alle 8 del mattino al bar, a mezzodì a pranzo, in biblioteca, su internet, ovunque, ma se l’informazione, come noi tutti crediamo, ha svolto in questi anni il suo dovere, si tratta di un dato, una presunta presenza, una realtà di fatto. poi ogni coscienza è libera di credere, vedere, leggere e supporre ciò che vuole; certo alla luce di tutto ciò si allarga l’ombra di scarsa trasparenza istituzionale, a qualsiasi livello, sia in merito all’effettiva castità etica anche dei cosiddetti tecnici, sia in merito all’effettivo primato della politica sulla finanza e il controllo effettivo che ciascuno di noi può avere in merito all’organizzazione-sistema internazionale, che sottosta ad ogni titolo di giornale. comunque. buon lavoro al governo monti e alla reggenza draghi, come a chiunque altro si fosse trovato al loro posto, ma riserviamoci, attraversata l’urgenza attuale, la possibilità di una riflessione più generale sulla possibilità di una democrazia (se è questa che vogliamo), che poggi su fondamenta realmente più trasparenti e rappresentative.

  • signor Fabrizio le chiedo una cortesia: la mia vista a dir poco precaria scivola sulla punteggiature. Avrei letto con interesse il suo intervento se dopo il punto iniziasse con la maiuscola. La ringrazio in anticipo per la sua futura attenzione nei confronti della grande famiglia degli ipovedenti.

    • 🙂