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E’ iniziata l’era Camisasca

Massimo Camisasca fa il suo ingresso in città in un giorno di nebbia e per il successore di San Prospero non può essere che di buon auspicio. Oggi non ci sono più gli unni di Attila alle porte e la Chiesa di Roma è passata attraverso due Concilii ecumenici, ma l’ingresso del nuovo vescovo è stato solenne, principesco. Fuori e dentro la Cattedrale una folla mossa in parte dalla fede, in parte dalla curiosità. Tanti i potenti seduti tra i banchi, non soltanto i soliti politici reggiani e le autorità locali: c’erano il cardinale Camillo Ruini e Julian Carròn, carismatico successore di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, uno stuolo di vescovi, sacerdoti e cavalieri.

Ma alcuni tratti dell’uomo Camisasca si possono trovare anche nel programma della giornata. Perché prima della cerimonia solenne, il nuovo vescovo ha fatto visita all’ospedale psichiatrico giudiziario, al centro diocesano Caritas di via Adua e al monastero di clausura delle Serve di Maria e la Casa del clero anziani e malati a Montecchio dove si è fermato per il pranzo. I poveri, i carcerati e gli infermi prima delle autortà, secondo il dettato del Vangelo. Alle 15.30 Camisasca si è recato in Ghiara dove ha pregato davanti all’effige della Madonna di Reggio e ha incontrato i giovani. In chiesa tanti i ragazzi di Comunione e Liberazione e i suoi sacerdoti missionari della Fraternità San Carlo Borromeo, giunti da ogni parte del mondo. Dopo un breve ma intenso saluto, Camisasca si è recato in Cattedrale.

Bagno di folla in piazza e saluti di rito di sindaco e presidente della Provincia, poi la messa solenne. Chiesa gremita, tanti i volti noti tra le navate con i posti a sedere riservati per lo più a vip e autorità. Grandi assenti il vescovo ormai solo emerito Adriano Caprioli e monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali, colui che ha voluto il restauro del Duomo e i controversi nuovi arredi liturgici. Ma non era oggi il giorno in cui parlare di polemiche e dei dissidi che scuotono gli ambienti curiali. Oggi è il giorno di Massimo Camisasca, che nella sua prima omelia ha fatto appello al silenzio e alla preghiera. Del resto il nuovo pastore se ne occuperà a partire da domani. E Camisasca non è stato mandato a Reggio per rimanere in silenzio e con le mani giunte.

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