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Così si vota in un Paese incivile

A leggere il dossier sulle elezioni diffuso dai Radicali Italiani si potrebbe pesare che l’Italia è una repubblica delle banane dove le elezioni non sono l’espressione di una democrazia compiuta, ma la degenerazione della stessa in un pantano di illegalità e abusi. La triste realtà è che le cose stanno esattamente in questi termini e non deve ingannare il fatto che lo scandalo si consumi nel silenzio complice di partiti e organi di informazione: ce n’è abbastanza da fare intervenire gli osservatori internazionali, come accade in quei paesi non avvezzi alla pratica della democrazia.

Il fatto è che la denuncia dei Radicali non è è campata per aria, ma documentata punto per punto: si va dal nodo delle raccolte firme alla questione dell’autentificazione, passando per l’assenza delle tribune politiche nei palinsesti Rai alla disparità di accesso ai mezzi radiotelevisivi. “A poche settimane dal voto per le elezioni politiche e regionali – si legge nel documento – l’intero procedimento elettorale è connotato dall’assenza delle condizioni minime di democraticità, con la violazione sistematica delle leggi poste a garanzia della regolarità del processo elettorale: dal sistema di voto alle modalità di accesso alle elezioni sino alla campagna elettorale vera e propria”.

I Radicali hanno inviato il dossier al Consiglio d’Europa e all’Ocse con richiesta di intervento urgente e hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Mario Staderini

“A meno di 60 giorni dal voto – ha detto Mario Staderini, segretario dei radicali italiani, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio – l’intero procedimento elettorale è caratterizzato da una serie di illegalità molto gravi che violano diritti umani, civili e politici da parte di uno Stato fuori legge. Agli organismi internazionali ai quali ci siamo rivolti chiediamo di non limitarsi a interventi successivi alle elezioni, quando i diritti dei cittadini saranno ormai violati, ma di far sentire la loro voce al più presto”. Marco Pannella ha denunciato “lo strazio e la violenza professate quotidianamente ai danni della Costituzione”, in uno Stato “in cui le regole vengono disattese sistematicamente. Ma, attenzione – ha avvertito il leader radicale – in assenza di democrazia si va al disastro”.

“La par condicio – ha sottolineato Marco Beltrandi, deputato radicale che fa parte della Vigilanza – non è entrata ancora in vigore e non c’è ancora un calendario delle tribune elettorali. Da qui, è la denuncia dei radicali, la violazione di regole e leggi che fanno sì che si sia già in campagna elettorale ma senza rispettarne le norme”. Presenti in conferenza stampa  anche i professori Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione de La Sapienza, Fulco Lanchester, ordinario di diritto costituzionale a La Sapienza, e Romano Scozzafava, ordinario di cacolo delle probabilità dello stesso ateneo che hanno sottoscritto insieme ad altre personalità un documento sulle “condizioni antidemocratiche delle elezioni del 2013” oggetto di alcuni ricorsi presso istituzioni internazionali.

Ultimo commento

  • Staderini è bravo ed i Radicali, come in questo caso, hanno quasi sempre ragione.

    Però, o riescono a prendersi un 7-8-10% di elettori per contare davvero, oppure queste restano battaglie velleitarie o addirittura utopiche e nei fatti diventano delle “perdite di tempo”.