HomeAttualitàVaffanquorum…l’Emilia si ferma al 34%

Vaffanquorum…l’Emilia si ferma al 34%

fac simileHa vinto l’appello astensionista di Renzi. Il referendum sulle trivellazioni in mare è fallito: solo   il 31,18% degli elettori italiani si è recato alle urne e la consultazione non avrà dunque alcun effetto. Il quorum  del 50% più uno dei votanti è stato  raggiunto solo in Basilicata.  Obiettivo lontano in tutte le altre Regioni, con maglia nera al Trentino Alto Adige, dove ha votato solo un elettore su quattro (25,19%).   Non ci si è  è avvicinati neppure  in alcuna  delle regioni che si affacciano sull’Adriatico, le più direttamente interessate dal tema trivelle: la Puglia, il cui governatore Michele Emiliano è stato uno dei principali sostenitori del sì, si è fermata al 41,64%; l’Emilia Romagna non supera  il 34,29%; il Veneto si è fermato al 37,88%; il Friuli Venezia Giulia al 32,16%.

I sostenitori del Sì possono comunque consolarsi con un risultato rotondo: i sì hanno ottenuto l’85,85%, oltre 13 milioni di voti. Che non ha alcun effetto pratico ed era comunque scontato per ma potrebbe pesare sui prossimi appuntamenti referendari, perchè i contrari – in testa il premier Renzi – hanno fatto campagna per l’astesionismo, vero vincitore di questo referendum.

In provincia di Reggio Emilia l’affluenza alle urne è stata del 36,7% – con 141 mila 671 votanti su 386 mila 048 iscritti – superiore sia alla media nazionale sia a quella regionale.

In nessun comune è stata raggiunta la soglia del 50% più uno: a Fabbrico, il comune storicamente con la più alta affluenza ha votato il 48, 97% degli aventi diritto, con 2 mila 242 votanti su 4 mila 578 iscritti, e 1879 Sì (85,22%) e 326 No 814,78).

Seguono Rio Saliceto col 47, 16%, San Martino in Rio col 42,61% e appena sopra il 41% Novellara, Reggiolo, Rolo e Rubiera. Campagnola è al 39,78%., Correggio al 38,19.

A Reggio Emilia capoluogo l’affluenza ha raggiunto il 37, 23 %, di poco superiore alla media provinciale, con 44 mila 35 votanti su 118 mila 270 iscritti: i Sì sono stati 36 mila 307 (83,86%), i No 7 mila 80 (16,32).

L’affluenza più bassa si è registrata a Vetto (22,2%) dove il sì ha ottenuto 251 voti (73, 61%) e il No 90 pari al 26,39%;  a Castelnovo Monti (25,99%) e a Villa Minozzo (26,58).

Ultimi commenti

  • Non sono soddisfatto della sconfitta nella corsa al quorum. Sono orgoglioso di aver votato come 13.3 MLN di cittadini italiani per regole chiare e precise, a vantaggio dei cittadini e dell’ambiente e non delle compagnie estrattive. Di essermi impegnato in questa campagna mettendoci la faccia. Da qui si riparte per le sfide future, sapendo che le minoranze meritano ascolto e rispetto

  • Al bar di Casalecchio, prima, si parlava del referendum di domenica e quando il barista ha chiesto a un vitellone romagnolo cliente abituale, cosa avrebbe fatto, lui ha detto che domenica prima o dopo o sia prima che dopo essere andato a votare, trivellerà, accompagnandosi con un gesto della mano tipo, insomma avete capito. Il bar di Casalecchio continua a regalare emozioni

  • “Trivelle sì, trivelle no”…
    potrebbe sembrare la rielaborazione del refrain della canzone di Vasco Rossi “Domani sì, adesso no”, invece era (solo) un quesito referendario che ci è costato (solo) 300 milioni di euro…
    Che la Regione sia un ente costoso, di dubbia utilità e che a volte si siano lette cronache di corruttibilità dei suoi componenti è cosa ripetuta da tempo dai componenti il tavolo politico-letterario Ernest Hemingway. Che le Regioni siano troppe è altrettanto noto. Che i compiti e l’autonomia delle Regioni siano da rivedere è non più procrastinabile. L’ultimo paradosso è stato che alcune Regioni si sono schierate contro il Governo e il Parlamento e abbiano coinvolto oltre 46milioni di elettori in cose che avrebbero dovuto risolvere loro con buon senso e logica.
    Al tavolo Hemingway forte è l’impressione che più che un referendum su “Trivelle sì, trivelle no” si sia trattato di un referendum su “Renzi sì, Renzi no”.
    Al tavolo sono stati profeti: avevano previsto che il quorum non si sarebbe raggiunto e che i votanti non sarebbero stati più del 32% del corpo elettorale. Nonostante tale risultato, un tronfIo presidente di Regione, proclama: “Abbiamo vinto…”
    Una “vittoria” costata alla collettività 300 milioni di euro che lo Stato, ergo noi tutti avremmo potuto spendere per i “nuovi martiri, gli esodati che stanno aspettando giustizia”. Al tavolo Hemingway ritengono che quei 300 milioni di euro dovrebbe essere recuperati tagliando i trasferimenti a quelle Regioni che tale referendum hanno promosso. Recuperati sì, ma non per fare cassa bensì, come detto, essere utilizzati per fini ben più nobili.
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    Il portavoce dei tavolo Hemnigway – Mario Guidetti