HomeAttualitàTira aria di No! (Troppi gufi?): val d’Enza contro i sindaci

Tira aria di No! (Troppi gufi?): val d’Enza contro i sindaci

cnn.say_.no_m_I cittadini di Gattatico, Campegine e S. Ilario hanno detto no alla fusione dei tre comuni nel referendum consultivo che si è tenuto ieri. I risultati definitivi dello scrutinio, pubblicati nel sito internet della Prefettura di Reggio Emilia, danno i no alla fusione al 55,36% contro i sì al 44,64%.

Questo nonostante le principali forze politiche e associazioni territoriali si fossero pronunciate favorevolmente alla fusione. Alle urne si sono recati 8 mila 372 elettori pari al 48,81% dei 17 mila 53 aventi diritto. I no sono stati 4 mila 594, i sì 3 mila 705.

A Sant’Ilario d’Enza, il comune più grande dei tre, ha vinto il sì con 2 mila e 224 voti pari al 62,80% contro 1.335 no (37,20). Affluenza: 42,01%. Massiccio e determinante il no degli elettori di Campegine: 1.634 contrari (75,16%) contro 540 favorevoli con 2 mila 193 votanti pari al 56,80%. A Gattatico, dove ha votato il 55,77%  i no sono stati 1.625 (64,08) e i si 911 (35,92).

Bisogna ricordare che per volontà dei sindaci perché la fusione fosse approvata dai cittadini il sì doveva vincere in tutti e tre i Comuni e qui, addirittura, i no hanno prevalso in due.

Per la scelta del nome gli elettori si erano espressi in maggioranza per Pianure Matildiche (2 mila 523 voti), seguito da Campidenza (1.658) e Tannetum (1.525). Bisogna aggiungere che il referendum era consultivo e quindi la Regione potrebbe andare avanti nel processo di fusione dei tre Comuni, ma sarà difficile calpestare la volontà degli elettori anche perché, in altre occasioni (vedi Ventasso), le dichiarazioni erano sempre state di voler rispettare la volontà degli elettori.

Ultimi commenti

  • sul referendum x la fusione di Comuni della val d’Enza. Nel rispetto della volontà popolare, credo che la vittoria del NO rappresenti una sconfitta storica per le nostre comunità. Sconfitta perché ha prevalso la paura di un cammino comune, rispettoso delle identità ma capace di avere strumenti adeguati per amministrare un Comune tenendo conto delle esigenze dei cittadini, della possibilità di crescere insieme adenguando servizi e risorse ad un territorio che già oggi, al di là della propaganda, si deve necessariamente integrare. Perché i servizi ai cittadini sono migliori se si costruiscono razionalmente insieme. Perché il centro dinamico economico e di sviluppo di questo territorio è il casello autostradale, e tale va visto per rilanciare un territorio che ha sofferto per la crisi economica. Perché in un’epoca di disoccupazione e ripresa lenta avere risorse pubbliche non significa barattare la democrazia con i soldi ma rispondere ai bisogni dei cittadini. Soprattutto ai bisogni dei più bisognosi.
    Mi spiace che il PD di questi comuni, forza politica di governo, non sia stato in grado di portare almeno la maggioranza dei cittadini alle urne. E che a Gattatico e Campegine, dove ha numeri schiaccianti, abbia addirittura perso.
    Mi spiace perché non ci sarà una prossima volta.
    Il resto è noia

  • i cittadini di Campegine e Gattatico hanno votato contro la fusione con Sant’Ilario. Ora mi auguro che il PD a tutti i livelli cerchi di capirne il perché – su cui mi sto interrogando in prima persona – e non ci si accontenti del “gli elettori non capiscono”

  • grazie all’utilizzo spregiudicato di tutte le paure dei cittadini nei confronti del nuovo, il referendum ha avuto un esito molto più negativo di quanto avevamo intuito nelle ultime settimane.
    Al risultato hanno pesantemente contribuito gli errori sistematici compiuti dai tre sindaci in tutto il progetto di fusione, limiti e errori che avevamo evidenziato nel corso del percorso, ed il vero e proprio crollo del ruolo del PD, una volta finito l’effetto di trascinamento del governo Renzi, partito che alle elezioni comunali nei tre paesi aveva avuto consensi tra il 50% e il 60% degli elettori.
    E’ stata persa un’occasione storica di rinnovamento e di proiezione nel futuro.
    Ora occorre evitare l’ulteriore scivolamento dei nostri comuni sul piano inclinato di un declino evidente da tempo

  • Grazie Campegine! Orgoglio e dignità! 75% NO

  • la batosta del progetto di fusione dei comuni di Sant’Ilario, Gattatico, Campagnola dimostra che i partiti non sono più contenitori di senso. Le ideologie mettevano in ordine ogni aspetto della vita dei cittadini con una narrazione unica e coerente. Per questo le ideologie avevano bisogno di eserciti per espandersi o per difendersi dagli invasori. Il mondo era diviso ma i confini erano chiari e ognuno sapeva con esattezza da quale parte si trovasse. Il bene e il male, il giusto e l’ingiusto erano definiti a priori senza incertezze. I cittadini di quei tre comuni hanno votato contro il volere degli amministratori che loro stesso avevano eletto (Sindaci e Consigli comunali) e del partito che in quel territorio ha i maggiori consensi. Per chi non l’avesse capito oggi le persone, i cittadini, le famiglie, danno fiducia di volta in alle proposte che ritengono più vantaggiose o giuste, indipendentemente da chi provengano. La democrazia è un esercizio più faticoso, incerto e i contesti di vita si modificano in continuazione. Pensate a una partita di basket dove le misure del campo e le regole dovessero cambiare all’inizio di ognuno dei quattro tempi. La gente sta iniziando a capire che il bene e i male, come convivono in noi stessi, convivono nei corpi sociali, dunque anche nei partiti. Per questo il credito che gli elettori concedono a quello o quell’altro movimento o progetto politico sono sempre a tempo determinato. #dontworry

  • Domenica 16 ottobre, si è svolto il referendum consultivo sulla fusione dei comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario, che ha visto una significativa adesione nel nostro Comune. Una partecipazione che abbiamo fortemente auspicato sin dall’inizio di questo lungo processo, coinvolgendo e informando i cittadini, consapevoli che in gioco c’era una scelta cruciale per la nostra comunità.
    Tanti sono i campeginesi che in queste settimane hanno testimoniato la voglia di impegnarsi ancora per il proprio paese. Al di là del risultato, quella di ieri è stata una vittoria della democrazia: con il referendum tutti hanno avuto la possibilità di esprimersi in piena libertà e in maniera trasversale.
    I membri della giunta e tutti i consiglieri comunali – forti di un bagaglio di esperienza formatosi nel corso di più legislature – hanno riconosciuto criticità oggettive e un futuro incerto per il nostro paese e per questo hanno deciso di sondare nuove possibilità. Avviando il percorso verso la fusione abbiamo offerto ai cittadini un’opportunità: restiamo convinti che il Comune unico sarebbe stato un’occasione di sviluppo per il nostro territorio, perché capace di garantire prossimità e rispondere maggiormente alle esigenze dell’oggi.
    Dispiace che questa proposta non sia stata accettata. Appare evidente come alle urne – e non solo in Italia – da tempo il contrasto non sia più tra gruppi politici, ma tra potere costituito e posizioni “antisistema”, con sempre maggiori difficoltà a mantenere la riflessione nel merito e nei contenuti delle scelte. Anche il voto di ieri sembra aver subito questo tipo di condizionamento, impugnato spesso in maniera strumentale.
    Come amministrazione di Campegine confermiamo l’assoluto rispetto della scelta dei cittadini, rinnovando l’impegno a portare a termine fino al 2017 il mandato ricevuto con le elezioni amministrative del 2012, consapevoli di tutte le difficoltà e convinti di poterle affrontarle con determinazione ed efficienza. Continueremo a portare avanti quell’idea di paese più forte e rivolto al futuro per cui ci siamo impegnati in questi mesi e in cui crediamo profondamente. La sconfitta del progetto di fusione sarà una spinta ulteriore a continuare a lavorare per risolvere i problemi e proporre soluzioni concrete che guardino al bene e al futuro della nostra comunità
    * sindaco di Campegine