HomeAttualitàTerremoto, Renzi vuole Errani per la ricostruzione

Terremoto, Renzi vuole Errani per la ricostruzione

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha già scelto chi sarà il commissario per la ricostruzione di Amatrice e delle altre zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto del 24 agosto scorso: si tratta di Vasco Errani, ex presidente dell’Emilia-Romagna per 15 anni ed esponente di peso del Pd emiliano. Anche nei momenti più duri, come quando era finito al centro dell’inchiesta giudiziaria Terremerse, dalla quale è stato assolto. Ma soprattutto è stato il presidente della Regione legato alla ricostruzione post sisma 2012, impegno che Errani ha sempre ritenuto il compito più importante negli anni passati in viale Aldo Moro. Per il momento tuttavia Errani commenta l’ipotesi con un secco «nulla da dire».

Già dopo l’assoluzione da Terremerse era stato più volte avanzato un suo ruolo nel governo Renzi, anche come ministro: il premier stima molto Errani e a quanto sembra per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma sta pensando a un modello emiliano. Errani non ha mai negato di voler dare una mano al governo in qualche modo e a questo punto sembra essere stata raggiunta la chiusura del cerchio.
Dal punto di vista politico poi, Errani rappresenta ai massimi livelli l’area politica bersaniana, che soprattutto in Emilia-Romagna non ha mai fatto sconti a Renzi.

I COMMENTI
«Ottima scelta. Errani è uomo di esperienza e concretezza»: così il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ha commentato sui social network le notizie sulla possibilità che l’ex presidente dell’Emilia Romagna sia nominato dal governo commissario per la ricostruzione. Non la pensa così Matteo Salvini, leader della Lega Nord: «La Lega c’è, per aiutare in ogni modo i terremotati. Ma nominare Errani per la ricostruzione, con migliaia di emiliani ancora fuori casa dopo 4 anni e migliaia di aziende non risarcite e fallite, è una follia».

«Errani è la scelta migliore». Sono tutti d’accordo invece in Emilia Romagna. I sindaci del cratere del terremoto del 2012 che provocò 27 vittime, 350 feriti e danni per 13 miliardi di euro applaudono la decisione del governo di nominare l’ex governatore commissario straordinario della ricostruzione sul sisma del Centro Italia. «Errani ha saputo garantire rigore, serietà, legalità e trasparenza. E noi oggi abbiamo ricostruito il 70% di quello che avevamo, evitando infiltrazioni mafiose» racconta il sindaco di San Felice Sul Panaro Alberto Silvestri.
Plaude alla decisione del premier Renzi anche l’attuale presidente della Regione Stefano Bonaccini, che definisce quella di Errani «la scelta migliore per competenza, abnegazione, sensibilità». I numeri del resto dicono che oggi in Emilia non tutto è fatto, ma 25 dei 60 Comuni colpiti dalle due scosse di magnitudo 5,9 e 5,8 del 20 e del 29 maggio 2012 hanno completato la ricostruzione di case e imprese. I nuclei familiari assistiti sono passati da 19mila a 2.491. Le persone che ancora alloggiano in moduli temporanei sono 280. Restano ancora centri storici da rimettere in piedi e il meccanismo dei rimborsi è stato giudicato troppo complicato, ma l’Emilia Romagna resta comunque l’esempio di una regione che ha tenuto botta perché, come disse allora Errani, «si è data da fare».

Non mancano tuttavia le polemiche. Dall’inchiesta di Finale Emilia che ha portato alle dimissioni del sindaco dem e all’elezione di un primo cittadino della Lega Nord, alle accuse di «inefficienza» di Errani, lanciate anche dal grillino Massimo Bugani. «Insulti a una persona per bene — commenta Bonacciniche dimostrano come mai Bugani non ha mai vinto a Bologna».

Ultimo commento

  • Beh, per certe cose il PD è ben specializzato.