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Teatro Regio, se la governance femminile scatena polemiche

Una dirigenza tutta al femminile guiderà il Regio di Parma. La settimana scorsa, al termine del consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro, il presidente – e sindaco – Federico Pizzarotti ha fatto sapere di aver nominato Anna Maria Meo nuovo direttore generale del Regio. Ad affiancarla, Barbara Minghetti, il cui nome circolava da settimane ed era stato dato per certo fino all’ultimo, che è stata nominata “consulente per lo sviluppo e i progetti”: un nuovo ruolo coniato appositamente per lei nello Statuto, che le consentirà tra l’altro di non spostarsi da Como per venire a Parma in pianta stabile.

La nuova governance del Regio è già all’origine di polemiche politiche molto dure – come da tradizione quando si tratta del sedicente tempio della lirica cittadina – incentrate soprattutto sulla scarsa esperienza in materia delle neo nominate.

La Meo ha comunque assicurato da parte sua l’intenzione di lavorare “per rafforzare l’identità del teatro con un ulteriore avvicinamento del territorio. Parma ha un fitto tessuto culturale da mettere in una prospettiva di internazionalizzazione”. La Minghetti ha aggiunto che “l’idea è costruire una stagione impostata in maniera diversa con progetti per giovani che coinvolgano le nuove generazioni, con co-produzioni che possano trovare partner e attirare sponsor”.

“Dopo i primi due anni di risanamento – è la convinzione di Pizzarotti – questo sarà un periodo legato alla progettualità, allo sviluppo e all’internazionalizzazione del nostro teatro. Lo sviluppo del Regio è la cosa più importante – ha sottolineato – non spegnersi lentamente vuol dire anche cercare risorse e realizzare progetti. Passare da una piccola stagione solo per i parmigiani a un festival che possa consolidarsi a livello internazionale”. Per questo, hanno precisato i componenti della Fondazione, è stato scelto un dg con “caratteristiche amministrative, gestionali e orientato a elaborare progetti internazionali”.

REAZIONI
“Una risposta assolutamente inadeguata”, il commento a caldo del consigliere comunale dell’Udc Giuseppe Pellacini. “Dove non sono riusciti Fontana e Arcà – si chiede – come potrà ora riuscire la nuova dirigente che a un primo esame del curriculum appare molto più limitata e comunque lontana dal teatro d’opera? Di fatto si creano i presupposti perché venga cancellata una tradizione vera, un punto d’orgoglio parmigiano famoso nel mondo”.

Ancora più duro il parlamentare Pd Giorgio Pagliari: “Semplicemente scandaloso e indegno. Parafrasando: preso con le mani nella marmellata, il Sindaco, con le mani sporche di marmellata, cambia il barattolo di marmellata e ne presenta uno nuovo per dire di non aver mangiato la leccornia! Per questo, si nomina una Persona “fuori dai giochi”, affiancandola con la Persona “dentro ai giochi”: penosamente ridicolo!” – con chiaro riferimento al lungo e infruttuoso iter di selezione della nuova dirigenza, culminato con due chiamate dirette.

“E la situazione peggiorerebbe – continua Pagliari – se si dovesse constatare che il titolo della preferenza è dovuto al fatto di aver collaborato, dal 1995 al 1998, al Festival operistico Wexford Opera Festival, di cui il dr. Luigi Ferrari, il consulente del sindaco in questa vicenda (adesso il conflitto di interessi si vede tutto), è stato direttore artistico dal 1995 al 2004!???! Esigenze oggettive del Teatro Regio e del Festival, non contano nulla; conta l’accordo per la svendita del Teatro e del Festival, l’interesse della Città no: signor Sindaco, al suo posto mi sarei già dimesso!”

A stretto giro di posta, la replica di Pizzarotti via twitter: “Al senatore Pagliari non vanno giù due Donne alla guida del Regio. Forse preferiva qualche politico vicino al suo partito. #Giorgiostaisereno”.

Critico anche Roberto Ghiretti di Parma Unita: “Il nuovo Direttore Generale non ha mai diretto un teatro d’opera, un esperienza che, evidentemente, non è stata valutata come fondamentale dal sindaco Pizzarotti e dall’assessore Ferraris. Quanto alla figura di consulente allo sviluppo mi pare che ci si trovi di fronte ad un atto di  improvvisazione pura… Alla fine di una lunga travagliata vicenda passiamo dalla gestione Fontana/Arcà a quella Meo/Minghetti, passando attraverso un bando e una commissione di cui si è voluto bocciare in toto il lavoro. In attesa di conoscere il costo complessivo di tutta questa vicenda un dato è certo: per il Teatro Regio la notte è ancora lunga…”.

Secondo Nicola Dall’Olio, capogruppo Pd in consiglio comunale e Lorenzo Lavagetto, segretario Pd di Parma, “la vicenda della (doppia) nomina del direttore del Teatro Regio dimostra, per l’ennesima volta, quanto l’amministrazione Pizzarotti operi in maniera improvvisata, senza disegno preciso, rinnegando sistematicamente i proclamati principi di trasparenza e partecipazione”.

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